Giuliano Fortini, la crescita di un predestinato

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Proponiamo di seguito il bell’approfondimento apparso sul portale specializzato www.calcioa5live.com, a firma di Pietro Santercole, dedicato a Giuliano Fortini, il giocatore della Lazio Calcio a 5 già applaudito azzurro. Un pezzo che merita di essere letto per apprezzare la crescita tecnica ed umana di Giuliano, sempre piu’ giocatore-predestinato.

L’INTERVISTA E’ probabilmente il miglior talento uscito dai Futsal Camp, anche se Carmine Tarantino e il suo staff non lo ammetteranno mai pubblicamente. Corsaletti il primo a notarlo portandolo in Rappresentativa dove ha dato spettacolo, la Lazio e Massimiliano Mannino ci hanno scommesso senza remore prendendolo dall’Old Style in serie D, facendolo crescere sotto l’ala protettiva dell’Aquila romana e cambiando il suo modo di giocare. Al resto ci hanno pensato il suo talento abbinato a una testa propria del professionista. Menichelli lo ha convocato per il Pre-Mondiale, confermandolo nel giro dell’Italfutsal anche nell’era post Cali. Appartiene a quei talenti, Fortini, presente e futuro del futsal.

PANE, LAZIO E FUTSAL CAMP – “E’ stato un anno di cambiamenti. Io mi sento un giocatore completamente cambiato”. E’ la beata gioventù di Giuliano, ribattezzato Giulio da Mannino e dalla Lazialità. “Sì, il mister mi ha iniziato a chiamare così, poi hanno continuato tutti, ora ci ho fatto l’abitudine, mi piace“.

Ventuno anni il prossimo 8 settembre, ma testa da adulto, o meglio ancora, da calcettista formato. Forse perché il calcio a 11 non gli dava gli giusti stimoli, forse perché Giulio non è quel “pischello” di nuova generazione sfacciato e libertino, ma timido e introverso. “Dai, posso sembrare così – ride – ma sono anche io socievole e spiritoso. Sì, ho iniziato nella Lodigiani, con me c’erano il figlio di Muzzi ed Elio Crapradossi che ora gioca nel Bari in B, ho fatto provini con Genoa e Parma, sono andato via perché il calcio non è un mondo così pulito, nel futsal invece va avanti chi merita davvero“. Tipo Fortini, che quest’anno ha giocato in A con un altissimo minutaggio. “I miei amici mi consigliarono la Lazio – continua – devo ringraziare loro, la mia nuova società che mi ha dato questa possibilità e Mannino per la fiducia“. Un piacevole ricordo dei Futsal Camp. “Un’esperienza che mi ha aiutato a crescere, insegnandomi tantissimi movimenti“.

QUELLA “ZIDANATA” – Sette gol all’attivo fra cui una doppietta, importanti quasi quanto una “giocatona” davanti alle telecamere di Sportitalia durante un match importantissimo – a conti fatti fondamentale per la corsa salvezza – col Futsal Isola: Giulio corre sulla banda opposta a quelle delle panchine, vede Vini Scola di fronte e lo supera con quel gesto tecnico strepitoso che amava fare Zizou, molto prima di diventare un tecnico vincente nel Real Madrid; morale della favola: Fortini da una parte, il brasiliano, disorientato, dall’altra. “Quella giocata non me la dimenticherò mai – sorride – lui aveva preso posizione, ho pensato d’istinto alla Ruleta, ma poco dopo sono stramazzato al suolo, in quella partita avrò giocato 34‘”. Ecco il segreto di Giulio: “Il mio punto di forza è il sacrificio, nessuno mi ha regalato mai niente. La Nazionale? Chi non vorrebbe giocare Euro 2018, ce la metterò tutta per conquistare la fiducia del mister”.

DICONO DI LUI – Da tre anni Mannino ha avuto modo di lavorare quotidianamente con il laterale classe 1996. “Giulio è un giocatore in continua crescita – spiega l’allenatore biancoceleste – per me non esistono i giovani, ma solo giocatori utili e non utili. Lui è utile: ha personalità, doti atletiche, elasticità muscolare, sta diventando un giocatore dalle due fasi“. Non solo quella offensiva. “Quest’anno gli ho chiesto di concentrarsi sulla fase difensiva perché per me sono in pochi a creare superiorità numerica – sottolinea – ora fa bene diagonali e copertura. Abbiamo avuto qualche problema nella trasferta di Lupari, ma poi è tutto rientrato“. Tante belle parole, ma non solo. “Sapeva di essere stato convocato da Menichelli questa estate, ma aveva già prenotato le vacanze. Da Berlino mi dicevano più volte che la sera rientrava sempre prima in Hotel e conduceva una vita da giocatore vero. Giulio è un ragazzo d’oro, ma poco smaliziato. Deve crescere dal punto di vista mentale“. Lo farà, perché è uno di quei talenti… Fortini.

(si ringraziano Pietro Santercole e il portale www.calcioa5live.com, anche per la foto)

 

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