Cari fratelli Laziali,
dopo l’ennesimo triste spettacolo di lunedì sera, dopo l’ennesima prova sconclusionata contro un avversario privo di ben 9 titolari, dopo l’ennesimo “rigorino” non dato, ci apprestiamo a vivere l’ultimo “allenamento” prima di Atalanta Lazio. Dover considerare un Napoli Lazio poco più che una sgambatura, la dice lunga sul disastroso campionato condotto dalla squadra di Maurizio Sarri. D’accordo, sono tre settimane che i giocatori sono con la testa a Bergamo ma la Società dovrebbe essere più presente, più consapevole del fatto che, continuando a disinvestire e ad impoverire il livello tecnico della rosa, la strada porterà inesorabilmente ad un declassamento.
Diteci voi, cari fratelli Laziali, a cosa porterà depotenziare una squadra che concluderà la stagione corrente – salvo sorprese last minute – intorno al decimo posto.
Un posizionamento tra il 10° e il 15° posto, la prossima stagione, appare verosimile. Per questo oggi facciamo una certa fatica a riportarvi ad un vecchio precedente, ad un Napoli-Lazio bello da ricordare.
E allora restiamo nel mood, andando a ripercorrere la sfida di una Lazio già lotitiana opposta al redivivo Napoli targato Edy Reja.
Bentornati nel 2008. Oggi è il 20 gennaio, sono le tre del pomeriggio, a Napoli fa un caldo quasi primaverile anche se l’anno nuovo è appena iniziato. È la XIX giornata del campionato e Edy Reja ha deciso che – al cospetto di quelli che, da li' a qualche anno, sarebbero diventati i "suoi" ragazzi - schiererà Iezzo, Cupi, Cannavaro, Domizzi, Garics, Hamsik, Blasi, Bogliacino, Savini, Lavezzi e Sosa.
Delio Rossi sta ruminando prestazioni insufficienti, visto lo scarso materiale a disposizione. Non è colpa sua. La rosa, dopo l’exploit della stagione precedente, non è stata rinforzata in modo adeguato. La formazione anti-Napoli sarà la seguente: l’anziano portiere Ballotta (il più âgée dell’intera Serie A), De Silvestri, Stendardo, Siviglia, Kolarov, Behrami, Ledesma, Mutarelli, Mauri, Pandev e Tare. A disposizione di Rossi il portierino Muslera, poi Manfredini, Scaloni, Baronio, Rocchi, Artipoli e il contestatissimo Fabio Vignaroli. Il buon Fabio non ha colpe dirette ma “incarna” l’impostazione societaria, che anziché tentare il grande salto, si comporta, ogni volta che si presenta l’occasione propizia, come se volesse auto-limitarsi.
Sia a Roma che a Napoli si respira aria pesante. C’è contestazione, entrambe le tifoserie sono deluse dai risultati in campionato, e si capisce subito che sarà una partita particolare. Pronti-via, il Napoli va subito in vantaggio. Cross dalla sinistra, i nostri in difesa si addormentano e sulla corta respinta piomba Hamsik che infila la porta di Ballotta. È appena il 5', è una doccia fredda per noi, che avevamo iniziato bene la gara, con Tare, Pandev e Mauri ben assortiti e minacciosi.
Gasato dall’inatteso vantaggio, il Napoli spinge a caccia del raddoppio. Ma la coppia Sosa-Lavezzi non punge e con il passare dei minuti torniamo a guadagnare metri.
Si gioca sul filo, noi a fare il gioco e il Napoli a nascondersi, salvo poi ripartire con le solite fiammate di Hamsik.
Al 26' pareggiamo e lo facciamo meritatamente: cross di De Silvestri, la difesa napoletana ci restituisce il favore, restando a guardare l’iniziativa di Ledesma, che dal limite dell'area fa partire un bolide su cui Iezzo non può nulla: è 1-1.
Stavolta siamo noi a dare l’impressione di poter raddoppiare. I nostri giocano il pallone di prima, bloccando sul nascere le iniziative di Lavezzi, che ora è in difficoltà, come molti suoi compagni di reparto.
E al 31' raddoppiamo. Merito di Pandev, ben servito da Tare. Il macedone è furbo a colpire in velocità, sorprendendo la difesa del Napoli che non si era ancora ripresa dallo svarione precedente.
Il Napoli prova a riorganizzarsi. Al 38', Ballotta respinge una punizione di Lavezzi e poi neutralizza la ribattuta a botta sicura di Hamsik. Un mezzo miracolo.Un minuto dopo ancora Super-Ballotta si oppone ad Hamsik lanciato a rete. Il Napoli ha aumentato la pressione e l'intervallo è accolto assai favorevolmente.
Secondo tempo: al 4' Ballotta è ancora miracoloso, volando a deviare in angolo un colpo di testa di Hamsik. Si direbbe una sorta di sfida rusticana tra il nostro calvo portiere e il crinito attaccante partenopeo. Al 10' siamo sfortunatissimi, perché il calcio di punizione battuto da Ledesma coglie in pieno il palo. Due minuti dopo Mauri è lanciato a rete ma Iezzo sfodera una parata da manuale. La partita, seppur confusionaria, è davvero molto bella.
Il mancato terzo gol però ci innervosisce. Iniziamo a perdere qualche duello a centrocampo e il Napoli ricomincia il suo assalto. Reja inserisce Dalla Bona al posto di Savini per dare più spinta al centrocampo e al 15', Ballotta si supera ancora una volta, arrivando a deviare il destro di Lavezzi a non più di due metri.
Nel Napoli entra anche Calaiò per Bogliacino. Rossi aveva già sostituito Tare e Pandev con Rocchi e Vignaroli, cercando una maggiore copertura. Al 29', proprio Vignaroli spreca malamente un’ennesima occasione, tirando troppo alto da buona posizione.
Nei dieci minuti finali il Napoli si getta in avanti, più con il cuore che con la testa. Ci prova Dalla Bona, al 36’, ma Ballotta (ritratto nella nostra foto articolo) ha chiuso la saracinesca.
E all'ultimo secondo, quando anche il residuo spicchio di sole è ormai tramontato, cala il gelo: Hamsik ha lasciato partire il tiro della disperazione, un destro rabbioso sul quale Kolarov – che è in traiettoria - non riuscirà ad evitare l’impatto. La sfera è deviata irrimediabilmente e stavolta anche Super-Ballotta deve capitolare. Che beffa! 2 a 2, un punto per parte. Per il Napoli però sarà quasi una vittoria mentre per noi una mezza sconfitta.
Fu un pareggio spettacolare tra due squadre di qualità non troppo eccelsa. Oggi tra Napoli e Lazio non c’è confronto, la progressiva erosione del capitale tecnico – iniziata due anni fa – rende l’esito della gara molto sbilanciato a favore dei napoletani.
Vedremo se sono solo le nostre impressioni. La settimana prossima sarà finalmente quella della semifinale di Coppa Italia: la prova del nove, una serata da “giù la maschera”. Forza Lazio!
Ugo Pericoli
