Pallanuoto, in Italia crisi nera: Porzio lancia un Sos

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Pallanuoto, in Italia è crisi nera. Per mancanza di sponsors e della tv, di spazi spartiti ed angusti, di orari folli per allenarsi. Leggete di seguito quanto dichiarato da Pino Porzio, bandiera della waterpolo azzurra e partenopea, in un recente convegno svoltosi a Gubbio. La situazione è grave e all’orizzonte, purtroppo, non si intravedono novità sostanziali…

“A Gubbio quinta edizione del Convegno d’Autunno con numeri record: 180 partecipanti tra gestori di impianti, direttori sportivi di società natatorie e pallanuotistiche, imprenditori legati al mondo dell’acqua clorata. Premiati gli sforzi di “Professione Acqua”, società organizzatrice dell’evento.
“Pallanuoto negli impianti natatori: c’è ancora spazio?” il tema della relazione di Franco Porzio, Presidente dell’Acquachiara e consigliere della Regione Campania allo Sport. Intervento che ha destato interesse e allarme. “I gestori d’impianti – ha detto Porzio – stanno vivendo una situazione che giorno dopo giorno diventa sempre più insostenibile”.

Nessun contributo, canoni di locazione sempre più alti, costi di gestione che aumentano anno dopo anno, continui interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico dei gestori degli impianti. “Prima o poi, inevitabilmente, tutto questo si ripercuote sull’aspetto agonistico: per sopravvivere bisogna ridimensionare. E’ successo – ha spiegato Porzio – l’anno scorso a noi dell’Acquachiara: dopo aver portato la squadra maschile di pallanuoto ai vertici della massima serie, siamo stati costretti a ridurre drasticamente l’impegno economico ed è arrivata la retrocessione in A2”.

L’Acquachiara non è certo l’unico caso, il ridimensionamento tecnico è ormai comun denominatore per molte squadre. Qualcuna addirittura è sparita, tutte le altre – fatta eccezione per pochissimi casi isolati – ogni anno fanno salti mortali per tirare avanti tra mille difficoltà. “E se ci riescono – ha aggiunto Franco Porzio durante il suo intervento a Gubbio – il merito è anche della volontà dei presidenti di società, che continuano nonostante tutto ad andare avanti, dei dirigenti che prestano la loro opera gratuitamente e soprattutto dei giocatori, i quali continuano a garantire il massimo impegno nonostante il continuo, progressivo taglio dei loro compensi”.

“Ma l’aspetto più negativo di questa situazione – ha detto Porzio durante il suo intervento a Gubbio – non è il ridimensionamento a livello di prima squadra e di risultati: il danno più grave riguarda i giovani. Le società pallanuotistiche, impoverite dai costi di gestione degli impianti, non possono più investire risorse adeguate nei vivai, e ciò si traduce in una produzione sempre più scarsa di talenti. Un fenomeno di cui stanno facendo le spese non solo i campionati, che accusano un progressivo impoverimento del livello tecnico, ma soprattutto la nazionale, costretta a ricorrere al massiccio aiuto di naturalizzati per la carenza di campioni”.

Suona, dunque, sempre più forte un campanello d’allarme: “Se lo Stato non interverrà prontamente con un sostegno alle società sportive, aiutandole a sopportare i costi di gestione, la pallanuoto italiana – ha concluso Porzio – è destinata inevitabilmente a recitare nei prossimi anni un ruolo di comprimaria”.

Articolo tratto da www.waterpolopeople.com, che ringraziamo

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