“Mi ritorni in mente”: Spal-Lazio, quando Ciro fece poker…

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Bentrovati amici laziali! Riprendiamo la nostra rubrica dopo la lunga pausa estiva: siamo già in attesa della terza di campionato e ci ritroviamo su queste pagine con la Lazio quarta in classifica, la città che è tornata a riempirsi del tutto, secondo gli antichi riti legati alla riapertura delle scuole che, oggi come ieri, mettono davvero fine alle vacanze estive.

Eccoci pronti ad una nuova ripartenza. Dicevamo che siamo quarti in classifica in un campionato che si preannuncia una corsa a sé stante per la solita Juventus e col Napoli e l’Inter a litigarsi il posto di damigella d’onore. La stampa più accreditata è concorde nel prevedere che lo strapotere juventino traccerà un solco profondo (una forbice tra i 15 e i 25 punti), tra il triunvirato di testa e il gruppetto delle inseguitrici.

Sarà una stagione con gli straordinari, perché dal 12 giugno al 12 luglio 2020 avranno luogo i campionati Europei, che saranno per la prima volta itineranti (le semifinali e la finale si disputeranno al Wembley Stadium di Londra, mentre la partita inaugurale si terrà proprio a casa nostra, allo Stadio Olimpico di Roma).

Domenica alle 15 torneremo a Ferrara, su uno dei tanti luoghi del delitto. Già, perché proprio qui lo scorso anno, in un malnato turno infrasettimanale, è cominciata la brusca frenata della Lazio lanciata verso il 4’ posto. Una lezione che deve servire da monito! E siccome non ci piace rivangare una sconfitta (e una prestazione scialba e distratta), oggi vi parleremo di una luminescente Lazio del recente passato.

Della partita che fu, a nostro avviso, la più bella ed esaltante del campionato 2017-18, giocata e vinta con autorevolezza nel giorno dell’Epifania, nonostante un arbitraggio non propriamente “amichevole e caldo” ma, al contrario, “ostile e freddo”: un arbitraggio in linea con quelli che caratterizzarono quella stagione, un vero e proprio ostacolo in più, che quando non sei al 100% può tagliarti davvero le gambe. Che dire? un arbitraggio “Taglia-vento”.

Mentre tutti noi ci sentiamo un po’ assopiti dai bagordi natalizi, la Lazio scende in campo lucida e affamata, spietatamente concentrata e con la voglia di divorare il campo (e gli avversari) come se avesse rispettato un profetico digiuno dalla partita precedente. Ce ne stiamo sul divano, con l’occhio languido e l’ennesima fetta di pandoro mentre la TV manda le formazioni.
La Spal si presenta sicura di sé. Gioca con l’abituale 3-5-2 che Semplici utilizza nelle partite casalinghe: Gomis, Salamon, Vicari, Felipe, Schiattarella, Grassi, Lazzari, Viviani, Mattiello, Paloschi e Antenucci.

Simone Inzaghi schiera la sua Lazio con questa formazione di partenza: Strakosha, Wallace, De Vrij, Radu, Basta, Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic , Lukaku, Luis Alberto e Immobile.

Al 5’ apre le danze Luis Alberto, che volteggia come un ballerino di flamenco incantando la difesa spallina con un numero di alta scuola: finta e controfinta, tocco da biliardo per uno splendido 0 a 1. Festeggiano i nostri ma sul rovesciamento di fronte Tagliavento e i suoi bravi trasformano una lieve brezza nell’uragano Hugo! È quasi impercettibile la trattenuta di Wallace su Paloschi ma è rigore immediato senza ricorso alla Var. Impeccabile la trasformazione di Antenucci. A quel punto sale in cattedra il centravanti della Nazionale, Ciro “’O sole mio” Immobile. Al 18’ è l’ispirato spagnolo dal ciuffo biondo a liberarlo con un elegante tocco di esterno per il gol del raddoppio, mentre il 3-1 arriva 8 minuti dopo. Siamo al 26’: è Milinkovic a lanciare nuovamente Ciro con un pregevole passaggio di esterno destro e palla nuovamente alle spalle di Gomis. Nuovo sussulto della Spal, che accetta di buon grado un regalo dei nostri (la calzetta della Befana è un gentile omaggio di Wallace). Ciro arrotonda il suo bottino al 41’ con un colpo di testa su un lungo cross di Basta. Nella ripresa Ciro sigla il suo quarto gol personale, un poker che gli consente di balzare in testa alla classifica marcatori a quota 20 gol in 19 partite, due più di Icardi che lo tallonerà, come bel sappiamo, purtroppo, fino all’ultima giornata.

La partita finirà qui. Il giorno successivo gli aquilotti della Lazio si godranno l’ultimo giorno di vacanza, riempiendo di sogni i loro zainetti per il rientro in classe! Tutto sommato, sono sogni abbastanza realizzabili, e s’insinuano in tutti i tifosi, anche in quelli più pessimisti e prudenti, che ritengono verosimile il conseguimento del piazzamento-Champions. Perché la Lazio è tornata a vincere in trasferta (ottavo successo esterno) e ha un Immobile formato Superman in grado di irretire qualsiasi difesa avversaria. Non andrà così, ma questo è un altro capitolo.

La Lazio di oggi – intravista a Genova con la Samp e nel secondo tempo del derby appena giocato (e un po’ buttato via) macina un calcio a tratti spettacolare, sempre in attacco, e ha un Ciro Immobile nuovamente candidato (ammesso che abbia mai avuto un reale antagonista nel ruolo) ad indossare la maglia azzurra come centravanti titolare ai prossimi campionati europei.

Ci chiediamo, ancora una volta, il perché di un vago ostracismo verso un giocatore della Lazio, una società che non deve essere particolarmente gradita alla Federazione dai tempi dell’irrispettoso “vaffa” di Giorgio Chinaglia a Valcareggi, nella fase a gironi di Monaco ’74. Sono passati 45 anni e chiederemmo per Ciro Immobile maggior rispetto e considerazione, lo vorremmo vedere sereno in questa doppia corsa verso la conquista al piazzamento Champions e la maglia della Nazionale, evitandogli un destino che lo accomuna a Giordano, Manfredonia, Signori, giusto per citare i casi più eclatanti. Il Ct è Roberto Mancini, che significa tanta Lazio e poca Nazionale. Chi tra noi non è giovanissimo, ricorderà come anch’egli abbia ricevuto sempre scarsa considerazione dai selezionatori azzurri, che lo hanno sempre marginalizzato rispetto all’undici titolare. Ciro è un capocannoniere da vari stagioni, ha sempre giocato con intelligenza e continuità, ma tutti noi “percepiamo” un senso di incertezza attorno alla sua figura.

Un atteggiamento di scarsa fiducia che non fa bene alla nazionale e al nostro giocatore. In attesa della fase finale, noi ce lo coccoliamo e aspettiamo i suoi gol, che saranno tanti – già lo sappiamo – anche quest’anno. A cominciare da domenica pomeriggio, la nostra corsa verso la qualificazione in Champions passerà sicuramente per i suoi gol.
Ciro, noi siamo con te! Ti auguriamo qualche palo in meno e tante corse verso la tua gente.
Buon campionato a tutti. Forza Lazio!

Ugo Pericoli

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