Baseball, niente campionati: ma lanciamo tante proposte…

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La S.S. Lazio Baseball 1949, nel settantesimo anniversario dalla sua nascita e del primo dei due scudetti conseguiti nella sua storia, ha deciso in questa stagione di non partecipare ai campionati.
Ciò non significa però che l’attività sia stata sospesa, tutt’altro. Infatti la prima società basebalistica fondata a Roma vuole investire sui giovani e sulla scuola di baseball che sarà organizzata e curata da tecnici importanti e, soprattutto, tifosi.

Del resto il nostro sport sta attraversando una crisi molto forte che di fatto ha costretto società importanti come ad esempio il Rimini a ritirarsi dal massimo campionato nazionale.
Una situazione allarmante che noi avevamo già non solo segnalato alla Federazione italiana baseball e softball, ma sulla quale siamo più volte intervenuti proponendo modifiche sperimentali che a nostro avviso dovrebbero essere valutate.

Proposte che alcune società hanno apprezzato ma che da parte della Fibs non sono state ancora analizzate e prese nella dovuta considerazione; proposte che in sintesi hanno lo scopo di andare incontro ai mutamenti in corso della società italiana in generale, non soltanto sportiva, studiando scientificamente il modo migliore per avvicinare i giovani al gioco del batti e corri da una parte, e sostenere l’attività delle società dall’altra.

Ribadiamo che con la nostra iniziativa intendiamo soprattutto caldeggiare l’istituzione di un tavolo tecnico aperto a dirigenti, tecnici, atleti e appassionati che possa favorire un sereno, partecipato e diretto dibattito e confronto tra le società basebalistiche della nostra regione e la federazione, senza l’esclusione di nessuno.
Questi alcuni dei punti che avevamo sottoposto all’attenzione degli organi preposti della Fibs e che ripubblichiamo all’attenzione di chi volesse approfondire il tema, discuterne e sostenerlo:

PROPOSTE
• Riforma dei settori giovanili, con l’obiettivo di abbassare l’età di inizio attività sportiva dai 9 ai 6anni: troppe volte ci siamo trovati a promuovere il Baseball all’interno di scuole ed istituti, constatando che la maggior parte dei bambini era già iscritta ad uno sport che permetteva loro di cominciare a giocare ben prima degli attuali 9 anni imposti dal regolamento FIBS.
• Non sussiste alcuna valida motivazione clinica per impedire ad un bambino di età inferiore ai 9 anni di provare a giocare a Baseball e, con dovuti accorgimenti, si azzererebbero totalmente i rischi derivati dalla pratica del nostro sport.
• Riportiamo di seguito una possibile nuova divisione dei settori giovanili, da noi ideata prendendo spunto da sport che presentano una forte affluenza di giovani tra le loro fila:
-“Piccoli amici”, 6-7 anni: materiale da gioco soft, campo di 25-31-25 mt. avvicicinando le basi a 15 mt. di distanza tra di loro, 5 giocatori per squadra, 3 Inning. Le dimensioni del campo sono ridotte al minimo per permettere ai bambini di apprendere al meglio le basi tecniche del nostro sport; non sarà ancora prevista la figura del lanciatore ma saranno utilizzati i batting tees, mentre verranno allenate le capacità di battuta e di presa delle basi con appositi esercizi che stimolino il divertimento e la cooperazione. Le partite saranno arbitrate da un dirigente della squadra che gioca fuori casa.
-“Prime battute”, 8-9 anni: materiale da gioco soft e campo allargato a 40-46-40 mt, 7 giocatori, 5 Inning. Subentra la figura del lanciatore, che sarà sempre posizionato a 9,14 mt. da casa base, ma non ancora quella del ricevitore; verrà utilizzato un apposito schermo a sacco dove sarà evidenziata l’area di strike.
Gli allenamenti devono diventare più tecnici ma il campo rimane sempre ridotto per favorire i fuori campo: come per la meta per il Rugby o come per il goal per il calcio, il fuori campo deve essere un vanto per qualsiasi bambino che sperimenti il nostro sport. Anche in questo caso le partite saranno arbitrate da un dirigente della squadra che gioca fuori casa.
-“Esordienti”, dai 10 agli 11 anni: materiale da gioco standard, campo 45-51-45mt., 7 giocatori, 5 Inning. Le uniche modifiche date dal passaggio di categoria sono il cambio di attrezzatura sportiva, passando dal materiale soft a quello standard, ed una leggera modifica alla grandezza del campo di gioco. Anche in questo caso le partite saranno arbitrate da un dirigente della squadra che gioca fuori casa.
-“Giovanissimi”, dai 12 ai 14 anni: materiale da gioco standard, campo 61-67-61 mt., distanzat ra le basi 24 mt. , da casa base al back-stop 14 mt., 9 giocatori, 5 Inning. Subentra la figura del ricevitore, che deve necessariamente aver militato nella categoria giovanissimi per 1 anno (avendo quindi un’età minima di 13 anni). Da questa categoria deve subentrare un arbitro federale.
-“Allievi”, dai 15 ai 17 anni: materiale da gioco standard, campo 76-82-76 mt, distanza tra le basi e tra base e back-stop regolamentari, 9 giocatori, 7 Inning.
– Fino alla categoria “Giovanissimi” sarà consentito avere in campo un giocatore proveniente dalla categoria immediatamente superiore senza che questo venga considerata deroga.
– Un giocatore sostituito potrà rientrare nella stessa partita e nello stesso giorno, fatto salvo per il lanciatore che non potrà lanciare nella stessa partita e nello stesso giorno, ma potrà comunque essere schierato in campo in qualsiasi altra posizione.
–Premio fair play nel Baseball:nelle categorie di base dei piccoli amici e delle prime battute, coloro che vengono preposti alla direzione delle gare potranno utilizzare la cosiddetta “Green Card”, il cartellino verde che premia i giovani che si rendano protagonisti di particolari gesti di “Fair Play”(Gioco Giusto) o di “Good Play” (Gioco Buono).
In sostanza gesti di significativa sportività nei confronti degli avversari, dell’arbitro, del pubblico e dei compagni di gioco o apprezzabili gesti tecnici.
–Riforma dei campionati Giovanili: per le stesse motivazioni riportate parlando della riforma del settore giovanile è fondamentale rivedere il calendario e la composizione dei campionati. Si comincia infatti a giocare troppo tardi, quando ormai la maggior parte dei bambini e dei ragazzi hanno optato per altri sport ed altre attività ludiche. Lo scopo per il quale ci si allena, il motivo per il quale si scende in campo sin dai primi albori dell’autunno deve essere necessariamente il confrontarsi con altre squadre in un campionato federale, che potrebbe essere strutturato nel seguente modo:
-Campionato regionale di “Apertura” giocato tra Marzo e la prima metà di Giugno
-Campionato regionale di “Chiusura” giocato tra Settembre e Novembre

Con tale sistema i vincitori dei singoli campionati regionali di “Apertura” accedono di diritto alle finali nazionali, disputando queste ultime per l’assegnazione del suddetto titolo, mentre le restanti altre si affrontano nel campionato regionale di “Chiusura” decretando una seconda vincitrice: in questo modo si potrebbe ipotizzare un terzo livello di gioco, una “Super coppa regionale” contesa tra i vincitori regionali del campionato di “Apertura” e quello di “chiusura”, spalmando di fatto il periodo di gioco nell’arco dell’anno e permettendo a squadre ed atleti di guadagnare molti più trofei, motivo di vanto per le società e ragione essenziale per il quale si lotta tutto l’anno sul diamante di gioco.
-Negli ultimi anni abbiamo constatato una sempre più numerosa richiesta da parte di persone che si avvicinano al nostro sport in tarda età: potrebbe dunque essere presa in considerazione la costituzione di una Serie C promozionale “mista” con limite di età 35 anni, alla quale non possono partecipare giocatori che hanno militato nei campionati federali di Serie B, Serie A ed IBL Baseball e Serie A ed ISL Softball.

(si ringrazia Stefano Lesti e www.sport12.it)

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