Polemiche assurde: la maglia di Piola è senza età. Soprattutto è di tutti

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Siamo il Paese della polemiche assurde, inutili e fuorvianti. Riepiloghiamo per quei Laziali forse distratti dalla finale di Coppa Italia contro la Juventus. In occasione della Festa della Mamma, domenica scorsa, la Figc ha pubblicato sui social, ad essa riconducibili, la foto della maglia di Silvio Piola, personalmente cucita dalla mamma, la signora Elena Cavanna, nel marzo del Millenovecentotrentacinque, per celebrare la prima partita in azzurro del figlio e i due meravigliosi gol segnati alla Nazionale austriaca.

Pubblichiamo in copertina la foto oggetto delle successive rimostranze di molti, azzurra, ovviamente, ma affrescata pure dal fascio littorio e dallo stemma di Casa Savoia. Bene, per non dare adito a strumentalizzazioni ulteriori, la Figc ha successivamente eliminato quella foto, azzerando un oggettivo palpito del cuore, chinandosi alla stupidaggine di chi, giornalmente, nel mondo virtuale del web, attacca tutto e tutti, nel tentativo forse di dare un senso a giornate vuote.

Come se quella Nazionale, Campione del mondo uscente e prossima padrona del calcio di allora anche nella edizione del millenovecentotrentotto, dovesse vergognarsi del periodo storico in cui si trovò a giocare. Quella foto della maglia, cucita con amore dalla signora Elena, omaggio a Re Silvio goleador a Vienna nella prima partita in azzurro, ha urtato la suscettibilità di molti che popolano il nostro Paese, devastato da problemi immensi e forse irrisolvibili, capace però di infervorare taluni per una vicenda del genere in cui la Figc, negli auspicii, si era prefissa di celebrare il grande affetto tra una mamma e il proprio figlio, Campione con la C maiuscola.

A seguito della pubblicazione, in coincidenza con la Festa della Mamma, di una foto della maglia azzurra con fascio littorio e lo stemma di Casa Savoia, su alcuni social sono insorte reazioni spropositate. Una polemica assurda, risibile, oggettivamente ridicola. Costruita artatamente in una commistione fuorviante tra sport e politica. Come se la maglia di Piola, il ricordo di quelle Nazionali che vinsero due Mondiali, la passione di una mamma, orgogliosa delle imprese del figlio, non fossero, invece, sentimenti da preservare.

Quella maglia, il ricordo del più grande giocatore italiano di tutti i tempi, a quel tempo già condottiero della nostra Lazio, appartiene a tutti. Una casacca senza età, senza colorazioni politiche, in coerenza con la sacralità dello sport. Che non ha bandiere, sventolando solo i valori del coraggio e della passione di chi lo pratica.

Ci dispiace che Paola Piola, la figlia di Silvio, dalla casa di Vercelli, abbia dovuto leggere simili idiozie. E che abbia dovuto pure patire la delusione per la cancellazione di quella foto, ad opera della Figc, forse rimossa per evitare ulteriori strascichi, beninteso.

Sappia, Paola, che il mito di Silvio, il suo papà, non può essere minimamente scalfito da questa vicenda. La maglia di Piola affascina e appassiona a qualsiasi età. Appartiene a tutti gli italiani e mai sarà immalinconita dalla usura del tempo. Tanto per precisare, tanto per rammentare che storie di sport e miti di sport sono immortali.

G.Bi.

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