Lovati e Tonello, che romantica Lazio era la vostra…

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La prima riflessione che questa favolosa foto del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento suscita? Che il vecchio Olimpico era un impianto straordinario, in cui molti Laziali, quelli dagli Anni Sessanta in poi, tanto per capirsi, hanno lasciato un vagone di ricordi, di abbracci e di emozioni.

E poi le sagome dei due protagonisti di questa istantanea, magica come solo le foto in bianco e nero sanno essere. Scesi in campo per verificare, probabilmente, lo stato del terreno dopo un furioso temporale. Autunnale o primaverile, stando a ciò che consiglia l’abbigliamento.

Angelo Tonello, a sinistra, è stato lo storico dirigente della Lazio Calcio, portato in società da Umberto Lenzini e rimastovi per trent’anni. Sempre fedele, come fosse un carabiniere impettito. Custode di molti segreti del Sor Umberto e della storica ed irripetibile sede di via Col di Lana. Un uomo che anche oggi, dall’eremo di Poli dove si è ritirato, sprizza Lazialità, alimentando aneddoti e storie che (sempre) filano dritte al cuore.

E che dire di Bob, con lui sotto l’ombrello, alto, dinoccolato, con quel suo passo lungo e cadenzato? Mister Lazio, sempre e comunque. Arrivato da uno spicchio di Lombardia, ha finito per innamorarsi di Roma e dei nostri colori. Per i quali era diventato una sorta di baluardo.

Una foto che trasuda nostalgia. Per coloro che hanno conosciuto Bob e ancora frequentano Angelo, al quale parlare e raccontare di Lazio assomiglia sempre ad un dolcissimo elisir. Era una Lazio, quella a cui questa foto fa riferimento, vicina alla gente, alle sue speranze, ai suoi sogni. Con un Olimpico che suggellava una città più bella e più a misura d’uomo. Festeggiando, nei primi anni Settanta, la Lazio più irripetibile della nostra storia.

G.Bi.

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