LEFEVRE, UNO DEI 9 FONDATORI

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Luigi e Giacomo Bigiarelli. E poi Aloisi, Balestrieri, Grifoni, Massa, Mesones, Venier. E, per finire, Giulio Lefevre, classe 1876, il nono fondatore, un altro bersagliere, al pari del primo dei Bigiarelli che scampò alla morte nel corso della battaglia di Adua del 1896 per l’abilità di saper correre e di schivare i pericoli.

Ci sono essenzialmente due foto che lo raffigurano (recuperate nel corso degli ultimi anni), contributo significativo a beneficio soprattutto dei giovani Aquilotti, di coloro, ovvero, che la storia del nostro sodalizio vorrebbero apprendere e/o approfondire.

 

La prima: quella che ritrae Giulio Lefevre in una istantanea che trasuda carattere ed eleganza al tempo stesso. Porta gli stessi baffi e il medesimo taglio della barba di Luigi Bigiarelli. Indossa una giacca, la cravatta. E’ un uomo maturo.

La seconda: quella che lo ritrae con la moglie Giuseppina, come nella foto. Podista, bersagliere, il culto dello sport pulito. Il Tevere, le strade di Roma del primo Novecento. Le carrozze dei cavalli. Nove ragazzi, una panchina di piazza della Libertà. Un sogno che si protrae da quasi 120 anni. Un ideale di sport e di vita che Giulio Lefevre, uno dei nove fondatori della Lazio, contribuì a dilatare.

 

G.Bic.

 

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