Rugby, il grido di dolore di Biagini: “Il futuro è una incognita”

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Grido di dolore lanciato – in una intervista concessa a Valerio Vecchiarelli de “Il Corriere della Sera” – dal Presidente della Lazio Rugby Alfredo Biagini.

La palla ovale, come ricorderete, è stata la prima disciplina ad abbassare la saracinesca, azzerando i Campionati, inchinandosi definitivamente all’avvento della pandemia.

“Credo” – ha raccontato nell’intervista il numero uno della Lazio Rugby – “che se non ci sarà un consistente aiuto della Federazione difficilmente il prossimo Campionato vedrà al via 12 squadre competitive. Siamo stati i primi a dichiarare chiusa la stagione, saremo gli ultimi a poter riprendere gli allenamenti. Quando? Non si sa. Ma quello che ci angoscia è il come.
Il Campionato Top12 costa e per noi che non abbiamo un nostro impianto (la Lazio gioca e si allena all’Acqua Acetosa, come è noto, ndr) i costi sono maggiorati (la cancellazione del torneo ha portato peraltro al mancato incasso delle ultime rate dei contratti di sponsorizzazione, ndr). A parte quattro o cinque società strutturate – ha concluso Biagini – credo che il virus abbia creato un problema generalizzato: aspettiamo le decisioni federali. Al momento per noi non ci sono le condizioni per ripartire”.

La Lazio Rugby, nel frattempo, ha congedato il coach Daniele Montella mentre alcuni giocatori stanno già cercando una nuova sistemazione. Insomma, le preoccupazioni ci sono ed anche grosse. Come ampiamente certificato dalla dichiarazioni odierne del Presidente Biagini.

G.Bic.

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