RE CECCONI, ANGELO SEMPRE CON NOI

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Se fosse stato ancora vivo Luciano Re Cecconi avrebbe compiuto tra poco 71 anni. Ce lo immaginiamo allora sui campi attorno a Nerviano, perché lì’, nella sua terra, alle porte di Milano, sarebbe tornato. Chissà se sarebbe rimasto nel mondo del calcio, magari diventando allenatore. O direttore sportivo. O dirigente illuminato. A Roma sarebbe tornato, qualche volta, eccome. Magari per venire a trovare Stefano che, nella Capitale e dintorni, ha lavorato per anni prima di imboccare nuovamente la strada verso la Lombardia, anche per stare vicino alla mamma e alla nipote, figlia della sorella.

Ecco – ma la constatazione romantica è frutto della fragilità dell’animo umano davanti alla morte e al ricordo – sarebbe stato bello se Luciano – anche se da 600 chilometri – fosse stato ancora vicino al mondo-Lazio. Lui, partito verso la gloria, indossando la maglia bianca e azzurra dei mitici bustocchi della Pro Patria. Lui, idolo dello Zaccheria di Foggia per quel moto perpetuo, la zazzera bionda al vento. Lui, uno dei Totem della Lazio-scudetto, scudiero di Tommaso, cursore per tutti.

Si, sarebbe stato bello se Cecconetzer, uno dei tanti soprannomi che gli furono affibbiati paragonandolo al grande campione della Germania e del Borussia Moenchengladbach, fosse stato ancora uno di noi. Il destino ha voluto diversamente, strappandocelo ancora ragazzo in quella sera di gennaio, alla Collina Fleming, all’interno di quella gioielleria maledetta. Con un figlio piccolo da allevare e un’altra ancora in grembo della moglie.

Per noi, però, Luciano correrà sempre, come questa foto che fila dritta al cuore sottolinea. All’Olimpico e nel vecchio campo di Tor di Quinto la sua anima aleggerà sempre, al pari di tanti altri miti biancocelesti. Corri, Cecco, corri. E festeggia con noi il compleanno numero 120 della tua Lazio…

G.Bic.

 

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