Mercato mobile per gli altri, immobile per noi

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Fioccano le trattative e con esse i sogni. Perché il mercato – estivo o invernale – accende le attese. Quelle che la Lazio – come sovente accade a gennaio – sta puntualmente deludendo. Figuriamoci, siamo Laziali a trentadue carati e, in una Lazio più forte e competitiva, speriamo sempre. Ma, forse mai come quest’anno, la sensazione è che altri clubs stiano – quantomeno provando – a rinforzarsi. Mettendo sul tavolo idee, intuizioni, provando ad imbastire trattative anche con modalità di pagamento diluite. Il Genoa ha preso Cerci, la Samp Ranocchia, tanto per citare due squadre che ci seguono in classifica. Zarate indossa il viola, Immobile il granata. Il Napoli rinforza gli ormeggi con Grassi, l’Inter manco a parlarne: quando Mancini chiede Thoir esegue. I dirimpettai cittadini bloccano El Shaarawy, sognano Perotti e Caceres, che sarebbe una manna per i nostri crateri difensivi.

Il nome Lazio non compare in nessuna trattativa di mercato. I giornali ci ignorano perché sul mercato non guidiamo la danza. Le TV fanno lo stesso: i nostri appassionati si immalinconiscono e disertano lo stadio. Eppure questa squadra era da migliorare pesantemente in questa sessione di mercato, anonima e bislacca in campionato. Non abbiamo soldi da spendere? Il bilancio è in rosso? E quali club s non ha i conti in rosso? Potevamo magari confezionare qualche trattativa obbligandoci a pagare la prossima estate. Quando probabilmente faremo mercato ma solo perché, probabilmente, cederemo Candreva, Biglia e Anderson. Monetizzando, sostituendo i partenti, provando a ripartire. Ma forse – visto il letargo attuale in un mercato che avremmo dovuto aggredire e non vivere senza speranza – senza Europa.

redazione G.B.

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