Mai verdetto fu più giusto: la Lazio Hockey si riprende la Storia

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Prima nel girone eliminatorio, dominato in lungo e in largo. Poi tre vittorie in altrettante gare nel turno preliminare della Final Four dello scorso fine maggio. E, tra sabato e domenica, venti reti complessivamente segnate nelle tre sfide che regalavano la promozione in Serie A2. Mai, oggettivamente, verdetto fu più giusto. Perché la Lazio ha dominato gare ed avversari con fraseggi rapidi, veloci capovolgimenti di fronte, intrigando per le capacità tecniche di molti suoi interpreti.

È stato il capolavoro di Luca Angius, l’ex-Amsicora piombato a Roma e demiurgo di questo progetto tecnico. Iniziato, tre anni fa, improntato essenzialmente sui giovani. Che, adesso, si stanno facendo grandi, piacendo per temperamento e duttilità. In mezzo a loro la saggezza di giocatori più esperti. Lo stesso Angius, tecnico e giocatore. E poi Gonzalez, tornato alla Lazio dopo diversi anni. Gamal, il faraone dal rovescio terribile. E i due olandesi, Smeele e Van Meersbergen, che giocarono con la Lazio e che, dalla primavera in avanti, sono tornati per dare una mano.

Sono cresciuti i nostri giovani, eccome. Anserini, Braca, Volponi, Lanting, Crema, i gemelli Brocco, immarcabili quando sono in giornata, come nella gara contro il Grantorto. Tutti a rapporto, spesso, dal Capitano Garbini che adesso si esibisce in difesa con l’autorevolezza dei grandi interpreti.

Brava Lazio, bravi tutti. Torniamo in Serie A dopo tre anni. Festeggiamo a lungo nel corso dell’estate, adesso, e poi prepariamoci ad una A2a petto in fuori. Perché abbiamo una voglia matta di tornare ad incidere. Come venti anni fa…

G.Bic.

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