Luca Calandro, il giustiziere delle Fiamme Oro

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Nel febbraio del 2014, allora tesserato e giocatore per le Fiamme Oro, Luca Calandro venne sorpreso ad un controllo antidoping dal quale scaturì un uso di cannabis. Squalificato per sei mesi, venne immediatamente allontanato dalla squadra della Polizia di Stato che, più di altre, ha le sue ferree regole etiche e comportamentali.
Lo scorso anno al CUS Roma, Calandro, classe ’89, regista di classe e spunti, e’ stato ingaggiato poche settimane fa dalla nuova Lazio di Pratichetti che, in sostanza, gli ha consegnato – partito Gerber, fino allo scorso anno faro di tante azioni biancocelesti – il boccino del gioco.
E Calandro, in versione giustiziere della sua vecchia squadra, sabato scorso, nel fango dell’Acquacetosa, ha letteralmente trascinato i propri compagni, sotto di dieci punti dopo pochi minuti dal fischio di avvio. Dalla mattonella prediletta ha centrato più volte i pali dei ‘cremisi’, facendo sognare gli appassionati biancocelesti della palla ovale accorsi alla stracittadina. Un inseguimento durato tutta la gara, culminato a pochi giri di lancetta dalla fine quando Calandro – epurato un anno e mezzo fa dalle Fiamme Oro – ha condannato il suo vecchio club alla prima, cocente sconfitta stagionale, trasformando una punizione successiva ad una meta tecnica, fissando così il risultato sul 19 a 17 conclusivo.
Lui, Luca, logico “man of the match’ del derby che la Lazio ha interpretato con grandissima determinazione. Presa di peso dal suo regista, implacabile realizzatore di calci piazzati.

G.Bic.

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