Ledesma, nove anni con la Lazio valgono doppio

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Ledesma in conferenza

Saluta il condottiero di tante battaglie e nella Sala Torlonia dell’Hotel de Russie in Via del Babuino ci sono le sue tante maglie indossate: quando infilava sotto l’incrocio dei pali la rete storica del derby finito 3-0 oppure quando conquistava la prima qualificazione in Champions League. Quella delle due coppe Italia vinte sul campo di gioco e la maglia di quando costretto all’esilio era tornato a giocare. A Christian poi ne viene regalata una non meno importante, dalla Curva Nord con un ringraziamento  speciale: “Sei la dimostrazione che anche chi non nasce Laziale lo può diventare, sei uno di noi“. Sfilano le immagini su uno schermo e traspare tanta emozione sul volto del calciatore argentino, la stessa che ha Marta e che hanno i suoi figli. Poi le tante domande dei cronisti, ma una colpisce di più ” Il 29 giugno ho parlato con il presidente, mi ha raccontato il pensiero della società, mi ha chiesto che cosa volessi fare. Io sono stato molto sincero, l’ho ringraziato, ma voglio giocare, mi manca troppo il campo, gli ho detto che un altro anno così non l’avrei sopportato, è stato durissimo trovare gli stimoli giorno dopo giorno…”. Puntuale arriva il quesito  sul suo figlioccio, Cataldi. ” L’ho sempre visto come un fratello minore, è umile, ha la mentalità giusta. Può diventare un grande giocatore, è completo, in mezzo al campo può giocare in tutti ruoli. Lo ringrazio per le parole che ha speso per me”, continua il patagone spiegando cosa sia per lui la Lazialità.  “Cresce giorno dopo giorno in chi non è nato laziale.  All’inizio c’è diffidenza, ma adesso riesco a riconoscere un romanista da un laziale già quando parla. Il laziale  quando capisce che persona sei ti dà tutto. Ho vissuto momenti bellissimi, ma anche momenti difficili e i laziali si vedono soprattutto in questo tipo di situazioni. È un popolo che sa cosa significa soffrire”.

E la sofferenza adesso c’è perchè Christian lo vedremo con un altra maglia, difficilmente in Italia anche se non lo esclude. Lui vorrebbe portare i figli all’estero per un esperienza nuova e noi gliela auguriamo con tutto il cuore.

Grazie Campione per i tuoi nove anni da condottiero, adesso sei Laziale vero.

Alessandro Pizzuti

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