1936, PREMIATI GLI EROI DI BERLINO

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Reduci dal trionfo nel torneo di calcio dei Giochi Olimpici di Berlino, gli azzurri sfilano, nella splendida cornice (ieri come oggi, a quasi ottanta anni di distanza…) di Piazza di Siena, davanti a Benito Mussolini e al Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Generale Giorgio Vaccaro. Il primo a ricevere la “stella al merito” – ambitissimo riconoscimento dell’epoca in ambito sportivo – è Annibale Frossi, il calciatore (con gli occhiali) che decise la finalissima contro l’Austria, vinta due a uno, con il cuore in gola, nei supplementari.

Dietro la sagoma di Frossi, sfilarono invece Francesco Gabriotti, uno dei due calciatori biancocelesti (l’altro era il mediano Baldo) che la Lazio spedì a Berlino.

Insomma, ciò che proponiamo è un bellissimo ricordo che impreziosì la Lazio dell’epoca.
Ricorda Giorgio Vaccaro, soprattutto, figura alla quale tutti i Laziali, indistintamente, debbono sempre riconoscenza, solo per essersi opposto, nel 1927, alla fusione con la nascente A.S. Roma ed alla perdita della identità biancoceleste. Ricorda pure Francesco Gabriotti, una figura colpevolmente dimenticata da molti appassionati solo per il fatto – evento esclusivo del pallone italiano – di aver vinto una medaglia d’oro nel torneo di calcio delle Olimpiadi, tesserato all’epoca per la Lazio.
Immortala, per finire, uno scampolo bellissimo di Roma, anch’esso legato alla storia della Lazio. Fu nel vicino Parco dei Daini, infatti, che i pionieri del calcio (Ancherani e Cecè Saraceni), agli inizi del secolo scorso, iniziarono a cementare la saga della “squadra che ha portato il calcio a Roma”

G.Bic.

 

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