120, ci siamo: il messaggio del Presidente Generale Buccioni

666 0

Giovedì prossimo la Società Sportiva Lazio celebra il 120emo anniversario della propria costituzione e la lieta ricorrenza ci consente di raggiungere il popolo delle atlete e degli atleti, dei tecnici e dei dirigenti dell’universo biancoceleste augurando a tutti loro le migliori fortune nell’anno che nasce e, nel contempo, suggellare il consolidamento della propria personale religione biancoceleste.

La circostanza consente altresì di riaffermare i principi e i valori nei quali affondano le radici ideali, morali, culturali e sportive della Lazio.

La Lazio è nata per la volontà della gioventù romana – all’alba del XX secolo – di rendere lo sport, fino ad allora prerogativa di pochissimi, un fenomeno moderno e popolare.

La quindicina di iniziatori di allora è divenuta – lungo gli svariati decenni – una comunità di diecimila atleti, sostenuti da altrettante famiglie e con una popolazione di tifosi, sicuramente innamorati del calcio ma comunque emotivamente coinvolti dalle fortune di tutte le attività praticate, come la sesta tifoseria italiana: forse la famiglia sociale più importante di Roma e della Regione.

La Lazio si mantiene, si rinnova e prospera perché, nei diversi lustri, ha saputo tempestivamente adeguarsi alle novità ed è riuscita, unica, nell’intento di mantenere e consolidare il sistema strutturale contemperando interessi divenuti, nel tempo, eterogenei: non è un caso che, all’esordio del 121emo anno di attività sociale del Sodalizio, possano coesistere, nel proprio alveo, una società quotata in Borsa, come la Lazio Calcio, e un consesso di attività sportiva primordiale e a vocazione non agonistica come la Lazio Escursionismo.

La Lazio non ha portato il calcio a Roma: ha insegnato lo sport all’Italia.

Il calcio costituisce per me, come per quasi tutti i Laziali, quel gioco fatale che, da aspirante e vanesio Campione, ti fa sognare e, da tifoso, palpitare lungo una vita intera. Ma chiunque ritenesse di cogliere l’essenza della Lazio nella sola espressione calcistica non avrebbe compreso nulla, davvero nulla, della storia, dell’epopea, del DNA, oggi si direbbe, del Sodalizio.

Generazioni su generazioni di atlete ed atleti si sono resi artefici e protagonisti della nascita, della crescita, dello sviluppo e del consolidamento dell’ideale biancoceleste, servendolo con lealtà e coraggio, sui terreni di gioco come nelle piscine, nei palazzetti come sui “diamanti”, in aria come negli abissi.

In una Italia dove, ogni ora che trascorre, si allarga desolatamente, almeno da un punto di vista socio-culturale, la forbice tra il mondo del calcio, detto post-professionistico, e il resto del movimento, il Sistema-Lazio, oggi più che mai, risulta essere un’oasi di equilibrata considerazione e di pari dignità.

Del resto, forse, il panegirico più esaltante mai percepito nei quaranta anni di milizia al servizio dellideale, scaturita nel contesto irripetibile di una edizione di “Di Padre in Figlio”, è stata la considerazione “di queste cose, nel panorama Sportivo internazionale, sono capaci, in via esclusiva, il CIO, nelle manifestazioni di apertura delle diverse edizioni dei Giochi Olimpici e la Società Sportiva Lazio di Roma”.

Ben consapevoli degli ostacoli e delle difficoltà che accompagnano da sempre il nostro cammino continuiamo allora a nutrirci di Lazio, ovvero della favola più bella, misteriosa ed esaltante, tragica ed epica che è stata scritta nella città di Roma dal nove gennaio 1900 ad oggi

Antonio Buccioni

Nessun commento on "120, ci siamo: il messaggio del Presidente Generale Buccioni"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *