Quando D’annunzio festeggiava Bitetti…

522 0

Un aggettivo per affrescare i nostri, primi pionieri? Inarrestabili. O, meglio ancora, se volete, instancabili. Prendete il caso di Olindo Bitetti: nato nel 1886, pur non appartenendo ufficialmente alla griglia eletta di coloro che, il 9 gennaio 1900, fondarono la Lazio, era solito frequentare il Ponte Margherita e gli argini del Tevere.

Tanto che, pur essendo minorenne, incise (e parecchio) nella graduale crescita di quell’ideale sportivo, dominato – come sapete – da un appassionato olimpismo. Fu nuotatore, podista, pallanuotista, primo Presidente – negli anni Venti – del Circolo Canottieri Lazio, di cui intuì, in anticipo, la grande valenza partecipativa. Un amico fedele del sodalizio, insomma.

E il titolo che campeggia a cosa si riferisce, vi chiederete. E’ inerente una foto, una delle centotrentamila ormai presenti nei preziosissimi archivi del Centro Studi: raffigura Gabriele D’Annunzio (il settimo da sinistra, l’uomo calvo con gli occhiali) che festeggia Olindo Bitetti, posizionato accanto a lui, con un sorriso sgargiante. L’occasione? La vittoria colta da Bitetti nella Coppa del Re, una delle competizioni storiche della Roma del Novecento, capace di richiamare sin dalle prime edizioni i più bravi podisti.
1909 bitettiwtm

E il secondo documento che proponiamo? Testimonia l’amore per lo sport – e la capacità di essere protagonista in svariate discipline – di Bitetti. Il ritaglio del giornale – risalente all’ottobre del 1909 – racconta di una corsa ciclistica, riservata ai giornalisti, svoltasi tra Roma e Fiumicino. Venticinque chilometri complessivi, tra la campagna romana, che Bitetti, divenuto poi giornalista de ‘Il Corriere della Sera’ , coprì, in sella ad una bici, in quarantadue minuti. Un eccellente risultato.

L’ennesima dimostrazione come i pionieri laziali dell’epoca – da Ancherani a Balestrieri, da Bitetti a Torchio – coltivassero il messaggio dello sport in senso lato. Nuotando, segnando in una porta di football, andando in bici, correndo a perdifiato, duettando a pallanuoto nel Tevere, prima, e nella piscina delle Acque Albule di Tivoli. Oggi sarebbero supermen, ieri erano semplicemente eroi.

G.Bi.

Nessun commento on "Quando D’annunzio festeggiava Bitetti…"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *