“Mi ritorni in mente”: aprile ’74, quando Long John ammutolì il San Paolo!

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Cari fratelli Laziali,

siamo a 90 minuti dalla fine del Campionato più lungo della storia del nostro calcio.
Da agosto ad agosto in un crescendo di emozioni, prima una super-squadra, poi un virus che si è messo di traverso ma non ha fiaccato la nostra voglia di Lazio.

Siamo arrivati all’ultimo atto di un recital in cui tutti gli attori interpreteranno la loro parte in condizioni estreme ed irreali, giocando in uno dei più grandi palcoscenici italiani, il San Paolo di Napoli che è stato più volte teatro di antichi drammi, tragedie epiche e commedie degli equivoci, talvolta a lieto fine.

Un teatro che resterà tristemente vuoto anche sabato sera per l’ennesima replica di una delle sfide più sentite ed appassionanti dell’intero Campionato di Serie A.

Abbiamo liquidato la pratica-Brescia ma Immobile ancora non ha completato la sua lunga corsa. Ci attende un Ciro irritato ed irritabile. “Odio giocare sapendo che devo segnare per forza” – ha dichiarato ai microfoni di Sky ed invece dovrà cercare di rasserenarsi un po’, mettendosi al servizio della squadra perché la Lazio è ancora pienamente padrona del proprio destino e, battendo il Napoli, potrebbe scoprirsi terza se non addirittura seconda.

Pertanto, pur amando Ciro come un figlio, il bene della Lazio viene prima di tutto e che abbiamo il dovere di provare a salire sul podio delle prime tre.

A Ciro rivolgiamo un augurio speciale, che è anche una ulteriore, piccola sfida! Ebbene, visto che ha da poco superato Giorgio Chinaglia nella romantica classifica dei più grandi centravanti della Lazio, ecco che il destino è già dietro l’angolo. La sfida di sabato sera non sarà solo a Cristiano Ronaldo. Ciro dovrà cercare di superare, quanto a gol segnati, l’irrefrenabile Long John di quella che resterà, probabilmente, la più “iconica” Napoli-Lazio di sempre!

E dunque entriamo in “quella”partita, ricordando la magia di un pomeriggio “100 per cento cuore di Lazio”. Erano le 15 in punto del sette aprile 1974, la ventiquattresima giornata del Campionato di Serie A 1973-74. Anche il Napoli è in lotta per il titolo. Certo, da una posizione un po’ defilata ma la squadra di Vinicio è assolutamente competitiva: Carmignani Bruscolotti Pogliana Landini I Ripari Orlandini Cane Juliano Clerici Esposito e Braglia.

Maestrelli ha parlato a lungo ai suoi ragazzi. A distanza di undici mesi sono tornati sul luogo del delitto della stagione 1972-73, il cui beffardo epilogo si è concretizzato nell’uno a zero subito proprio dal Napoli all’ultima curva del Campionato.

La squadra è sempre quella: Pulici Petrelli Martini Wilson Oddi Nanni Garlaschelli Re Cecconi Chinaglia Frustalupi e D’Amico. Arbitrerà il signor Ciacci di Firenze, sotto un solo che dipinge di oro una Fuorigrotta già accarezzata dal profumo della primavera. Lo stadio è una polveriera. Al sorprendente numero di abbonati (oltre 39.000) si sommano quelli che credono nel primo scudetto del “Ciuccio”: insomma, oltre 75.000 stanno per assistere ad una delle più belle partite di calcio degli Anni Settanta!

I napoletani hanno cinque punti di ritardo e solo con una vittoria riaprirebbero il discorso. Noi abbiamo appena vinto il derby. La sfida si accende subito. Al 17′ l’inesperto D’Amico atterra il “Gringo” Sergio Clerici proprio al limite dell’area. L’arbitro Ciacci assegna la punizione. Orlandini e Juliano fintano il tiro che viene invece effettuato dallo stesso Clerici che sorprende Pulici. Napoli in vantaggio.

Noi però non ci abbattiamo e iniziamo a macinare gioco. Re Cecconi crossa al centro un pallone invitante che la difesa di casa respinge in angolo. Al 23′ discesa di Petrelli sulla fascia sinistra, cross teso dal fondo e Chinaglia, con un meraviglioso tuffo a volo d’angelo, insacca per il pareggio biancoceleste.

Il numero 9 ringrazia con un inchino (un po’ guascone e un po’ beffardo, il lato gioioso di Giorgio nei tempi felici) l’autore dell’assist vincente. È il primo pareggio del pomeriggio. Al minuto 24 è Braglia, su cross di Clerici, a schiacciare la palla di testa, a colpo sicuro, ma Pulici intuisce e in tuffo mette in angolo. Alla bandierina va a battere Cane’, sbuca all’improvviso la testa da eterno “scugnizzo” di Juliano che salta molto in alto, sorprende sia Oddi che Wilson, spedendo in rete la palla del nuovo vantaggio partenopeo.

Ma la Lazio nom demorde e alla mezz’ora, su lancio di Frustalupi, è Garlaschelli a raccogliere il pallone di testa e a centrare il palo alla sinistra di Carmignani. Il pareggio, però, è già nell’aria. Siamo al 41′: Re Cecconi crossa al centro dell’area dove Carmignani è contrastato da Garlaschelli. La respinta del portiere è indebolita dal contatto con il nostro “sette”. Il pallone scivola nella zona di Giorgione che tira al volo a porta ormai sguarnita. Secondo pareggio e palla al centro: 2 a 2.

Siamo galvanizzati, la difesa napoletana deve fare gli straordinari per arginare i ragazzi di Maestrelli. Chinaglia sembra indiavolato, sente ancora sulle labbra il sapore delle lacrime scese copiose undici mesi prima. Ricorda bene l’insostenibile beffa maturata nel finale del secondo tempo. “Totonno” Juliano ha ordinato ai compagni di fermarlo, con le buone o con le cattive. Per provare a contrastarlo gli strappano addirittura la maglia, un trattamento che verrà riservato solo ad altri pochissimi eletti che di nome facevano Zico e di cognome Diego Armando Maradona.

Secondo tempo: dopo quattro minuti si infortuna Bruscolotti che viene sostituito da Montefusco. Al minuto 52, su lancio di Juliano, Braglia si lascia cadere in area, spinto quasi impercettibilmente da Petrelli. Tanto basta all’arbitro per assegnare il rigore tra le proteste di tutti i Laziali. Wilson compie un piccolo miracolo, riesce a “gestire” la rabbia di Long John e, forse, anche quella di se’ stesso.

Batte Clerici, che non perdona. Palla alla destra di Pulici che intuisce ma è l’illusione di un attimo perché è nuovamente 3 a 2 per il Napoli, proprio nel momento in cui stavamo giocando meglio. La Lazio adesso è un po’ confusa, barcolla ma non molla. Preciso lancio del sempre lucido Frustalupi per Nanni che avanza verso l’area ad ampie falcate. Giuntovi, viene messo a terra da Orlandini e Landini. Ciacci stavolta concede il rigore per noi. Come sempre è Giorgione ad incaricarsi del tiro. Occhi chiusi, cannonata centrale, Carmignani è battuto per la terza volta! Napoli 3 Lazio 3!

Fu uno dei pomeriggi più dolci della nostra vita da Laziali.
Le squadre fecero finta di essere stanche ed inizio il valzer delle sostituzioni. Quando Maestrelli tolse Nanni per Inselvini era il minuto 78. Nulla più fino alla fine. Poi, sull’autostrada, ci fu il tempo solo per i babà e le sfogliatelle rimediate dal fidatissimo Recchia, come premio partita per i suoi passeggeri! Alfredo Recchia, un autista per amico in quella Lazio che fu!

Con questo pareggio la Lazio si portò a trentacinque punti, la Juve vinse e si portò a sole tre lunghezze di distacco. Il Napoli, invece, saluto’ la compagnia.

Domani incontreremo un Napoli che, in questa stagione, ha salutato la compagnia già da un pezzo ed è pronto a stringere la mano a Messi&C. per quella che potrebbe diventare una Fuga per la Vittoria ai tempi del Coronavirus.

Il Napoli è squadra orgogliosa, leale, che incarna lo spirito del suo allenatore. Certo, avrà la testa “anche” al Barcellona ma non farà sconti, tantomeno regali. La Lazio delle ultime tre partite ha mandato inequivocabili segnali di ripresa. Serve la partita perfetta, un ultimo sforzo per chiudere nel modo migliore una stagione che ci ha visto protagonisti come non accadeva da troppo tempo.

Auguriamo a Ciro di superare Long John in questa gara nella gara e siamo certi che, se così fosse, anche la pratica “Scarpa d’Oro” sarebbe definitivamente chiusa. Poi sarà nuovamente tempo di calciomercato, giornate d’estate senza la nostra Lazio.

Vi diamo appuntamento allora al prossimo Campionato, sperando di ritrovarci in “Coppa dei Campioni” con una squadra rafforzata, subito pronta per vincere, e una Scarpa d’Oro da applaudire per i tanti gol che ci regalerà domani e sempre.

Forza Lazio

Ugo Pericoli

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