Ma lo sapete il lavoro che vi aspetta questa estate?

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La squadra difficilmente migliorabile in estate (ma pure a gennaio, quando già facevamo ridere..) annaspa ormai a centro classifica, preoccupata di non farsi superare dal Bologna che, ad ottobre, aveva appena quattro punti e pareva già retrocesso.

Ma Lotito, con Tare, sa il lavoro che lo aspetta questa estate? Serviranno idee, intuizioni, grandi giocatori. Una sorta di rivoluzione, scegliendo un nuovo nocchiero (Pioli, con le ultime scelte, sembra abbondantemente in confusione) e, ovviamente, giocatori più decisivi. L’attacco, ad esempio, dovrà essere rivoltato come un calzino. Perché di centravanti che si sacrificano, rigorosamente senza segnare , siamo abbondantemente stufi. Ci piacerebbe avere due attaccanti da trenta gol complessivi: perché pure di questo modulo ad una punta – quando tutto il mondo gioca con due o con tre – abbiamo già dato. Senza vincere nulla, per inciso.

Per fine contratto la Lazio perderà una dozzina di giocatori: alimenteremo la rosa con altri svincolati? E i giovani, quelli mandati in provincia, bene, di loro quanti torneranno alla base? E, dei tanti esterni, da Anderson a Keita, chi confermeremo? Idee chiare, concetti nitidi: Lotito e Tare, ad inizio marzo, già li avranno annotati? E poi la questione portieri: chi parte e chi resta?

Poi c’è tutto il contorno: la campagna abbonamenti, ad esempio. Con questa penuria di presenze, l’Olimpico ridotto ad un acquario, servirebbe il ribaltone. O abbassare del cinquanta per cento i prezzi, di ogni settore, o pensare a convenzioni particolari. Con gli atleti ufficiali delle Sezioni e delle Attività associate della Polisportiva, ad esempio. Perché di uno stadio vuoto (sempre) nessuno sente il bisogno: tantomeno il Presidente che, per i parametri legati agli incassi e alle presenze, si vedrebbe decurtare la quota economica spettante alla Lazio dai diritti televisivi.

L’aspetto fondamentale, però, è rinforzare la squadra con un grande giocatore a reparto più, ovviamente, altri. Il pubblico, ormai (figuratevi il nostro, ormai in trincea da anni) non si smuove dal sofà di casa se non attratto da giocate e giocatori di classe. Noi, adesso, manco calciamo in porta. Non producendo manco il solletico ai portieri avversari. Ecco perché l’estate sarà lunga e scivolosa. Con la speranza che Lotito, con Tare, abbia già contezza di cosa lo aspetta. Si, perché se qualcuno non se ne fosse accorto,ne va del futuro della Lazio. La cosa più importante, per molti di noi, perche’ abbinata ai palpiti del cuore.

G.Bic.

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