IMPERATORI, LA SIGNORA DELLA GINNASTICA

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Negli anni ’80 a Roma la Ginnastica non si chiama ancora Lazio, ma “Centro Ginnastica Flaminio”. Uno dei punti dell’ideale quadrato nel centro di Roma dove nasce la società sportiva più grande del mondo.

Forse era scritto nel destino che un giorno l’Avvocato Tonucci avrebbe portato questa grande realtà dentro la nostra Lazio. Non è superfluo ricordare che poche società a Roma hanno conseguito titoli e medaglie come questa sezione bianco-celeste dalla sua fondazione (1964). Tra le tante personalità che hanno fatto la storia della Lazio e della Ginnastica italiana, vogliamo raccontarvi quella dell’atleta olimpionica più giovane della storia del Sodalizio: Micaela Imperatori. Non solo per l’innumerevole quantità di suoi titoli, ma anche per l’amore e la costante presenza in tutta la sua vita da atleta, poi da allenatrice, ed adesso da appassionata ancora presente nel mondo della ginnastica bianco-celeste.

Esatto, perché Micaela con la maglia della Lazio Ginnastica Flaminio ha raggiunto le olimpiadi di Seoul del 1988 e la 12a posizione nella finale di Ritmica Individuale. Oggi Micaela lavora in un’agenzia per il lavoro ed onorata ed emozionata all’idea di essere una delle 120 storie di Lazio, chiede di vederci di mattina sul presto, perché le piace arrivare prima sul posto di lavoro. Del resto quella della ginnastica è una disciplina di sacrificio. Lei lo sa bene perché quando da molto giovane entrò nel circuito nazionale e nel percorso olimpico, dovette spostarsi da Roma ad Arezzo per preparare al meglio la più grande avventura sportiva della sua vita.

“Era l’Olimpiade di Lewis, non credevo di essere lì. Il ricordo più bello è quello del villaggio olimpico. Atleti di ogni nazionalità insieme, viverli prima delle loro gare è stata una grande emozione”. Mentre racconta, le brillano ancora gli occhi, e sono passati 30 anni. In quella spedizione con lei c’era un giovane tale Jury Chechi.

Una predestinata? Non proprio, lei all’inizio era una nuotatrice. “Per un problema di salute ho dovuto interrompere, poi sono stata indirizzata verso la ginnastica ed in particolare ad Annavera Pifano”. Avete capito bene Laziali, negli anni ’80 l’allenatrice della Lazio Ginnastica Flaminio era l’attuale tecnico della ritmica che oggi con le nostre ragazze si appresta ad affrontare la Serie A2. “Una donna eccezionale e buona. Sapeva tirare fuori il meglio da ognuna di noi”. Abbiamo parlato di lei e di una meravigliosa esibizione del suo gruppo e ho citato sua figlia, l’allenatrice odierna al suo fianco, Chiara Bria. Si illuminano gli occhi di Micaela ed

esclama: “Chiara! Io sono stata sua allenatrice!”. Ecco quando si parla di Lazialità trasmessa familiarmente, la Lazio Ginnastica è una questione di Madre in Figlia.

Rimpianti? “Gareggiavo nell’individuale, volevo la squadra!”

Ed il ricordo più bello? “L’unica volta che ho gareggiato in squadra, è stato bellissimo. Adoravo l’essere insieme!”

Molto giovane, come tutte le ginnaste, a fine carriera Micaela è diventata un tecnico della ritmica, ed in particolare della nazionale azzurra che andò ad Atlanta nel 1996.

Una carriera piena di titoli e di sentimento sportivo, con una consapevolezza maggiore delle altre:

“La Lazio Ginnastica Flaminio è stata la mia Casa, la mia seconda Famiglia”.

Roberto Debellis

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