Il discorso di Renzo Nostini a Papa Wojtyla il 27 ottobre 2000

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Abbiamo recuperato il discorso che il Presidente della Lazio di allora, l’Ingegner Renzo Nostini, lesse, con timbro di voce che non tradiva emozioni, a Papa Wojtyla il 27 ottobre del 2000: ve lo proponiamo integralmente assieme alla pagina che, il giorno dopo, “L’Osservatore Romano” – l’organo della Santa Sede – dedicò all’evento. Giovedì mattina toccherà ad Antonio Buccioni, l’attuale Presidente della Lazio Generale, rivolgersi a Papa Francesco. Quindici anni fa Renzo Nostini si alzò in piedi, pronunciando invece questo discorso:

Santità, è con profonda emozione ma anche con orgoglio che Vi presento le migliaia di atleti, di dirigenti e di simpatizzanti della Società Sportiva Lazio ai quali Voi avete concesso il privilegio di celebrare il proprio Giubileo nella sacra cornice del Grande Giubileo bimillenario della Chiesa.

Qui, con noi, come vedete, ci sono tanti giovani. E ci sono, perciò, tante speranze, tanta gioia. C’è, in una parola, la Lazio.

La Lazio ha cento anni di vita ma si sente giovanissima, piena di gioia di vivere, capace di guardare al futuro con la speranza di poter contribuire a renderlo migliore. I ragazzi che chiazzano questa augusta sala con i colori del nostro vessillo sono pertanto sia gli eredi di una gloriosa tradizione sia i testimoni della forza del nostro messaggio. In questi cento anni le Sezioni della nostra Società hanno conquistato 62 titoli nazionali assoluti di società, il più recente dei quali, lo scudetto del calcio, ha riportato Roma al vertice dello sport più amato degli italiani.

Oggi le nostre Società operano capillarmente sul territorio di Roma e della sua Provincia. Siamo diventati più di 8000 ma non abbiamo la minima intenzione di diminuire di numero, credetemi!

Anzi, presto alla nostra grande famiglia, si aggiungeranno tre nuovi sodalizi perché al proselitismo sportivo noi laziali, come ho già accennato, abbiamo una storica vocazione.

La Lazio è infatti nata con l’obiettivo di contribuire alla formazione dei giovani diffondendo, tra di loro, la conoscenza, la pratica e gli ideali dello sport.

Lo sport esalta il valore del sacrificio, insegna a cooperare con i compagni ed a confrontarsi lealmente con gli avversari, a vincere con l’umiltà e a perdere con serenità, educa a rispettare le regole e, soprattutto, parla un linguaggio di fratellanza tra i popoli. Sono questi i valori della Lazialità che da un secolo riteniamo nostro dovere propagare e testimoniare.

Santità, Vi ringrazio per aver voluto consacrare il nostro anniversario concedendoci la Sua benedizione in un anno così denso di indimenticabili eventi e così vibrante di spiritualità cristiana. Vi prego dunque di ricevere a mezzo mio il saluto filiale ed affettuoso di tutti coloro che, dentro e fuori di questa sala, si riconoscono negli ideali sportivi e morali della Lazio” (g.bic.)

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