Hockey, la Lazio di oggi e quella che verrà: Angius dice tutto

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“La Lazio di oggi è una bella miscela tra giocatori più esperti e giovani di talento”.

Attacca così Luca Angius, classe ‘87, ritratto nella foto, il tecnico-giocatore che la Sezione presieduta da Roberto Brocco ha scelto, lo scorso anno, per aprire un nuovo ciclo. Bilancio largamente positivo, lo sapete, perché la Lazio è prepotentemente tornata in Serie A2, quarta quest’anno prima dell’inizio del girone di ritorno che però mai è cominciato per via della perdurante emergenza-sanitaria.

Snocciola gli elementi-cardine della sua creatura, Luca. “Claudio Brocco lo conoscevo sin da quando faceva parte, quattro anni fa, della Nazionale Under 16. Classe, dinamismo, talento vero. Poi ci sono Giulio Brocco e Braca. Giocatori-ovunque perché possiedono la giusta padronanza per esprimersi bene in difesa e a centrocampo. Senza dimenticare che Giulio ha anche la capacità di crearsi lo spazio giusto per tirare in porta. E’ molto cresciuto anche Lanting (nazionale filippino, ndr) che ci assicura spinta e copertura. Sprono sempre Crema, il nostro bomber, a essere più cattivo. Uno con il fisico come il suo non può perdere talvolta palla. Deve usare di più i suoi centimetri e il suo peso ed essere più determinato. Ma Edo e’ un nostro punto fermo, ci mancherebbe…”.

Angius difende a spada tratta anche Matteo Palombi, il numero uno della Lazio. “E’ un portiere che ci sa fare e che crescerà. Ha solo bisogno di tempo, è poco esperto e smaliziato ma noi lo aspettiamo. Avrebbe dovuto crescere senza stress alle spalle di Pompili ma poi la squalifica di Mario gli ha forse dato qualche responsabilità in più. Ma di lui mi fido. Insomma, confermo che la Lazio non cercherà portieri per la prossima stagione”.

Poi ci sono i “mentori” del gruppo: lui, Luca, il tecnico-giocatore sbarcato a Roma dall’Amsicora portandosi appresso un nugolo di trionfi, Gamal, il campione egiziano che ormai porta la Lazio nel cuore dopo tanti anni di milizia, e Fernando Gonzalez, l’ex-Campione d’Italia del 2005, il faro del centrocampo che Angius ha schierato anche da centrale quando Garbini è partito per la Germania per lavoro.

Con queste basi che la Lazio aspettarsi per la prossima stagione, allora? Angius ha già le idee chiare. “A questa squadra basta poco per essere più forte e andare magari a giocarsi la promozione in A1 nel 2021. Innanzitutto spero di non perdere per strada nessuno dei giovani. Faranno la maturità e potrebbero scegliere di proseguire gli studi fuori Roma. Dovrebbe tornare con noi Capitan Garbini e già con lui saremmo più competitivi. Mi piacerebbe avere – per innalzare il livello del gruppo e delle alternative – un attaccante molto tecnico, un centrale e un difensore-centista, bravo nei recuperi. Vedremo cosa riusciremo a fare nella prossima estate ma gli ingredienti per ritagliarsi un posto al sole anche nella A2 2020-2021 ci sono tutti”.

Angius ha giocato con stranieri fortissimi nel corso della sua carriera ma non mostra preferenze per una scuola o per un’altra. “Ho giocato con grandi stranieri nell’Amsicora ma non propendo per argentini, pakistani o olandesi. Uno straniero deve essere bravo, soprattutto dando consigli ai più giovani. Non abbiamo l’ossessione di prenderli. Anche in Italia ci sono ottimi giocatori”.

Infine il tema “Tre Fontane”: quale è il bilancio di questo impianto dopo che la Lazio – assieme ad altre realtà capitoline – lo ha riabbracciato dopo anni di oblio? “Personalmente sono romanticamente affezionato all’Acqua Acetosa. Qui ho giocato tante finali giovanili: un posto molto bello. Il “Tre Fontane” ha un vantaggio in prospettiva: ha molto spazio ed è possibile pensare qui ad una club-house. Non è una cosa di poco conto perché puoi organizzare eventi dopo le partite, magari coinvolgendo gli sponsors. So che le società che gestiscono l’impianto – tra cui la Lazio – ci stanno pensando e che la cosa, presto o tardi, si realizzerà. Mi auguro poi che possa essere rifatto il campo da gioco e che qualche miglioria possa essere apportata anche agli spogliatoi”.

Tutto servirà, in fondo, per allestire – nel breve periodo – una Lazio Hockey più forte e competitiva…

G.Bic.

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