Hockey, Angius indica la missione: “Giocheremo per essere promossi in A1”

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Luca, ma chi deve temere la Lazio nel girone della Serie A2 al via a metà marzo? Risponde in modo fermo Luca Angius, il tecnico-giocatore della Lazio Hockey, perfettamente in linea con i programmi stilati tre anni fa quando sbarcò a Roma, sponda biancoceleste, sposando in pieno gli obiettivi del Presidente Brocco e dello staff: tornare in Serie A2, consolidarsi e provare a dare l’assalto alla massima serie.
Ed è proprio questa la missione che ci aspetta tra meno di un mese. “Credo che la Lazio” – risponde Angius – “debba temere solo sé stessa. Siamo noi il principale avversario, forse più di Potenza, Valverde, l’Eur e le altre due squadre che faranno parte del girone eliminatorio. Il nostro obiettivo sono prima i play-off e poi la promozione in A1”.

L’ultima partita ufficiale giocata in campionato dalla Lazio? Risale addirittura al novembre 2019 quando ancora la pandemia non si era affacciata, piegando il mondo intero e, con esso, tutti gli sportivi agonisti. Luca, però, snocciola quali dovranno essere le risorse della formazione biancoceleste. “Tutti abbiamo una voglia matta di giocare per i tre punti, di correre in campo e di vincere. Negli allenamenti delle scorse settimane ho battuto su un tasto: dobbiamo avere una mentalità da professionisti, lavorando in campo come professionisti. Sarà un campionato compresso per i motivi che sappiamo. Per questo, in ogni gara ma anche in ogni singolo allenamento, dovremo avere approccio giusto, mentalità, ritmo, motivazioni sempre al massimo”.

Passa in rassegna il nuovo roster biancoceleste, Angius. Che sarà arricchito da una nutrita (e qualificata) pattuglia di nuovi giocatori provenienti dall’Eur. “Ci daranno una grossa mano, soprattutto aumentando le rotazioni. Sono ragazzi giovani, motivati, che nella Lazio vogliono consacrarsi”.

E poi ci sarà la “vecchia guardia”. Innanzitutto c’è da registrare il ritorno di Garbini, il Capitano. Accanto a lui giostrerà Braca. Ciò consentirà a Gonzalez (“il centrocampista migliore in Italia come over”, dice Angius) di riprendersi il posto in mezzo al campo come direttore d’orchestra delle future azioni offensive biancocelesti.

“Avrò poi Giulio Brocco come giocatore-ovunque. E spero che gli impegni universitari ci consentano di schierare anche Claudio Brocco. In attacco ci sarà il bomber Crema, che sarà assistito dal sottoscritto. Ecco, non pensiate che, essendo allenatore di questo gruppo, non sia dotato della giusta autocritica. Io, in attacco, dovrò finalizzare oppure aiutare la squadra a segnare. Il portiere sarà Palombi in cui credo molto”.

Tre trasferte molto lunghe (in Friuli, Sicilia e Puglia) ma Angius, da sardo, non si scompone. “Io sono stato abituato per anni a partire da Cagliari al mattino e a tornare la sera, dopo aver giocato chissà dove. L’hockey è questo ma siamo pronti a tutto per coronare le nostre ambizioni: arrivare tra le prime due del girone e poi giocarci la promozione in A1 nei play-off di inizio giugno. Io ho fiducia, possiamo centrare l’obiettivo se crederemo nelle nostre qualità”.

Lo scorso anno, se il girone di ritorno fosse ripreso (doveva scattare a marzo, proprio quando la pandemia iniziò a far restare tutti a casa) la Lazio avrebbe probabilmente chiuso la A1 al terzo o al quarto posto. “Questo gruppo, la scorsa stagione, sia pure giocando solo il girone di andata, ha gettato i semi. Ora dobbiamo cercare di cogliere il raccolto. Alla Lazio mi trovo benissimo. E’ un club che somma tante virtu’. C’è un bel vivaio (ricordiamoci che l’Under 18 femminile, due anni, vinse lo scudetto di categoria), un ottimo ambiente con tanti genitori che si sono integrati e che ci danno una mano. Non tutte le società possono vantare simili ingredienti. E’ il vero, nostro grande segreto”.

Non c’è stata, soprattutto, una emorragia di presenze, nonostante gli impianti chiusi e gli allenamenti azzerati, causa virus, per mesi e mesi. “Siamo rimasti tutti, tranne uno. Vogliamo divertirci e provare a cullare il grande sogno della A1. Sarà un girone (a sei squadre con 10 partite complessive, ndr) da prendere subito di petto. Non dovremo gestire ma attaccare il raggruppamento da subito, cercando di vincere dall’inizio il maggior numero di partite. Nessun calcolo, nell’ambito del girone dovremo provare a fare la voce grossa. Sarà una questione di mentalità: se acquisiremo la volontà di vincere sempre sarà un’ottima peculiarità in vista dei play-off. Dove auspicabilmente, nel giro di due giorni, inseguiremo il nostro sogno: riportare la Lazio in A1”.

Buon lavoro, Luca. Forza Lazio Hockey!

G.Bic.

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