Calcio Gaelico, Lazio capofila

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Come si è snodata la prima stagione della S.S. Lazio Calcio Gaelico? Benissimo, mietendo consensi perchàè la disciplina è varia, coinvolgente ed interessante. La Lazio ha disputato tornei all’estero e al Nord d’Italia dove lo sport, rispetto che in altre zone del Paese, sta attecchendo maggiormente. Ovvio che per il 2016 ci si attende la consacrazione, con tanti ragazzi e ragazze che, vedrete, varcheranno i cancelli del mitico campo delle Tre Fontane per un provino con i tecnici e gli esaminatori della Sezione presieduta da Sergio Corsini.
A beneficio di coloro che (colpevolmente) ancora non conoscono la magia del calcio gaelico, riproponiamo un articolo tratto dal portale www.sodalizio.com che tratteggia le caratteristiche della disciplina, inedita o quasi per l’Italia.

Il calcio gaelico, “peil Ghaelach” come lo chiamano gli irlandesi è lo sport nazionale in Irlanda. E’ una disciplina sportiva molto antica, infatti le prime notizie le apprendiamo già nel lontano 1527 mentre la prima partita viene disputata addirittura nel 1712, quando a Slane si affrontarono i giocatori della contea di Meath contro quelli della contea di Louth.

Solo nel 1881, viene istituita la GAA (Gaelic Athletic Association) che uniformò tutti i regolamenti.

Il campo da gioco è un rettangolo d’erba lungo 130-150 metri e largo 80-90 metri con due porte a forma di H alle estremità. Le porte, difese da un portiere, hanno la rete soltanto nella parte sottostante la traversa (come nel calcio). Quando la palla viene spedita dentro la rete la marcatura vale tre punti, si parla in questo caso di un vero e proprio goal, viene alzata una bandiera verde; mentre quella che passa sopra la traversa vale un punto ed è accompagnata dallo sventolio di una bandiera bianca.

I quindici giocatori che compongono la squadra hanno dei ruoli ben precisi, che ricordano quelli del calcio: un portiere, due difensori d’angolo, un difensore centrale, tre mediani, due centrocampisti, tre mezze punte, due attaccanti d’angolo e due attaccanti centrali. Ci possono essere massimo cinque sostituzioni nel corso della gara, per ogni squadra.

Vi sono ovviamente delle regole di gioco precise, citandone alcune si può ricordare che la palla può essere calciata o passata a mano, ma non si può colpirla per mandarla volontariamente fuori dal campo, fare più di quattro passi senza passare (un po’ come il vecchio caro Subbuteo anche se erano tre), e farla rimbalzare due volte di seguito.

Si può togliere la palla all’avversario utilizzando il contrasto spalla a spalla e il placcaggio, senza usare entrambe le mani. Non è consentito, bloccare un tiro col piede, entrare in scivolata, toccare il portiere dentro l’area piccola del campo. In questo caso si commette fallo.

Il successo nel football gaelico dipende, dal suo gioco emozionante e veloce ma anche dal fatto che la scelta dei giocatori della squadra non avviene tramite mercato, bensì in base alla contea di appartenenza. Una cosa che rende questo sport un vero legame con la propria comunità di appartenenza.

Il calcio gaelico è seguito sugli spalti da tantissimi tifosi, gli stadi sono sempre pieni e la passione certo non manca. Non è difficile ammirare grandi bandiere, tante sciarpe, fumogeni e ascoltare tanti cori, diversi da tifoseria a tifoseria. Quella del Dublin GAA, The Dubs è nota, ad esempio, per l’originalità dei suoi cori, molti dedicati alla storia della loro città.

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