BITETTI, IL SUPERMAN DEI PRIMI DEL ‘900

125 0

 

 

Un aggettivo per affrescare i nostri, primi pionieri? Inarrestabili. O, meglio ancora, se volete, instancabili. Prendete il caso di Olindo Bitetti: nato a Caserta nel 1886, pur non appartenendo ufficialmente alla griglia eletta di coloro che, il 9 gennaio 1900, fondarono la Lazio, era solito frequentare il Ponte Margherita e gli argini del Tevere.

Tanto che, pur essendo minorenne, incise (e parecchio) nella graduale crescita di quell’ideale sportivo, dominato – come sapete – da un appassionato olimpismo. Fu nuotatore, podista, pallanuotista, primo Presidente – negli anni Venti – del Circolo Canottieri Lazio, di cui intuì, in anticipo, la grande valenza partecipativa. Un amico fedele del sodalizio, insomma.

Un superman, Olindo, di quei primi, fiammeggianti anni biancocelesti. Una foto d’antan, ad esempio, racconta della sua vittoria colta nella Coppa del Re, una delle competizioni storiche della Roma del Novecento, capace di richiamare sin dalle prime edizioni i più bravi podisti.
Protagonista assoluto, Bitetti, di quelle stagioni. Atleta versatile e polivalente, soprattutto. Nell’ottobre del 1909, ad esempio, partecipò ad una corsa ciclistica, riservata ai giornalisti, svoltasi tra Roma e Fiumicino. Venticinque chilometri complessivi, tra la campagna romana, che Bitetti, divenuto poi giornalista de ‘Il Corriere della Sera’, coprì, in sella ad una bici, in quarantadue minuti. Un eccellente risultato.

Bitetti, ovvero una sorta di Totem, rigorosamente biancoceleste. Un paladino della Lazialità più pura e più bella. Gareggiare, vincere, possibilmente, ma sempre rispettando gli avversari e le regole.

Intuì gli auspici del federale Foschi – che voleva fondere alcune società, tra cui la Lazio, nella nascente A.S. Roma, riciclando pure lo Stadio della Rondinella – e corse dal Generale Vaccaro per impedire l’oltraggio: solo per questo episodio, Bitetti merita l’applauso perenne del popolo biancoceleste.

Assieme ai fratelli Ercoli e a Zenobi si oppose, talvolta, ad alcune strategie di Fortunato Ballerini, un’altra delle personalità più luccicanti della Lazio Generale. Fu, però, un confronto che arricchì sempre, a livello di idee e di contributi, l’universo della Polisportiva, democrazia in continuo fermento.

E poi il concetto di sport, di olimpismo. L’ennesima dimostrazione come i pionieri laziali dell’epoca – da Ancherani a Balestrieri, da Bitetti a Torchio – coltivassero il messaggio dello sport in senso lato. Nuotando, segnando in una porta di football, andando in bici, correndo a perdifiato, duettando a pallanuoto nel Tevere, prima, e nella piscina delle Acque Albule di Tivoli. Oggi sarebbero supermen, ieri erano semplicemente eroi.

Bello, oggi, avergli dedicato un meritatissimo cenno di attenzione: Olindo Bitetti, laziale doc, nato a Caserta il 6 maggio 1886 e scomparso a Roma nel maggio del 1973.

Nessun commento on "BITETTI, IL SUPERMAN DEI PRIMI DEL ‘900"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *