Cari fratelli Laziali,

in vista della sfida con una Fiorentina abbastanza disperata vi riportiamo indietro di quasi sessant’anni. Esattamente al 19 ottobre 1969.

Il Campionato di Serie A è iniziato da poco, siamo solo alla VI giornata. È la Lazio neopromossa del mago Lorenzo, nonché quella di Giorgio Chinaglia, già grande e grosso ma ancora abbastanza sconosciuto al grande pubblico. Il tecnico argentino schiera Di Vincenzo, Wilson, Facco, Cucchi, Soldo, Marchesi, Massa, Governato, Chinaglia, Ghio e Morrone. La panchina, molto risicata, è composta da Fiorucci e Fortunato.

Stiamo per incontrare la Fiorentina campione d’Italia. La formazione viola è però decimata. Mancano infatti tre pezzi da novanta: Amarildo, Rizzo e Merlo. Largo dunque a Superchi, Rogora, Longoni, Cencetti, Ferrante, Brizi, Mariani, Esposito, Maraschi, De Sisti e Chiarugi. Insieme all’allenatore Bruno Pesaola, siedono sulla panchina viola Bandoni e Stanzial.

L'Olimpico offre un bel colpo d’occhio, con quasi sessantamila spettatori che si godono l’ultimo scampolo d’estate. Il sole continua a splendere anche quando, siamo al terzo minuto, Chiarugi porta in vantaggio gli ospiti. Tutto è partito da una discesa di Mariani che ha messo al centro, Soldo è apparso incerto sul da farsi e Chiarugi lo ha bruciato sul tempo: 1 a 0. La Lazio reagisce immediatamente e trova il pari al minuto numero 17: Governato scendendo dalla metà campo, si è allargato sulla sinistra e ha sferrato - di sinistro - un bel tiro a giro, con Superchi che non si è mosso nemmeno: 1 a 1.

La Fiorentina accusa il colpo, la sua difesa è “rimediata” e sbanda facilmente. Maraschi gioca da centravanti solo perché mancano sia il titolare che le alternative e non può finalizzare al meglio le rarissime sortite viola. De Sisti è soffocato dalla morsa Massa-Marchesi e dallo stesso Governato che gravita nei paraggi. E al 20' la Lazio raddoppia: fa tutto Cucchi con un’azione solitaria, tira ma Superchi respinge, lui riprende, nuova respinta del portiere, nuova ribattuta, e stavolta il pallone finisce in rete. La Fiorentina è stordita, annichilita dalla freschezza della Lazio e dalla sua lucida concretezza sotto rete. Al 25' arriva il terzo gol. Ghio tira, Chinaglia riprende (come documentato nella foto articolo) e con una bordata fa calare il sipario sui Campioni d’Italia.

Secondo tempo: partiamo al trotto, che è una discreta andatura, ma senza sforzare. Dopotutto, è la Fiorentina che dovrebbe costruire il gioco tentando una rimonta. E invece boccheggia, e non solo perché a Roma ci sono quasi 25°.

È il 21' quando arriva il nostro quarto gol. È il classico gol dell’ex, e pertanto, non può che portare la firma di Giancarlo Morrone. Il suo fendente manda definitivamente K.O Superchi e la Fiorentina tutta.

Lorenzo fa uscire Morrone, che lascia il campo tra gli applausi. Il sole sta tramontando dietro la collina di Monte Mario e Chinaglia decide che è tempo di portare a cinque le reti della Lazio. Il pubblico esulta, canta, sogna: è una giornata storica!

Per due ragioni:

la Lazietta neopromossa ha calato il poker alla formazione Campione d’Italia.

Giorgio Chinaglia ha smesso di essere un perfetto sconosciuto.

Domani sera incontreremo nuovamente la Fiorentina. Non ci sono analogie, nessun punto di contatto che avvicini queste due sfide distanti tra loro ben cinquantasette anni. Tutto è diverso, a cominciare dalle condizioni climatiche. Piove da giorni e siamo in pieno inverno: se sia o no una metafora, questo lo lasciamo decidere a voi.

Forza Lazio!
Ugo Pericoli