Cari fratelli Laziali,

ci avviciniamo alla prossima sfida col Napoli nella consapevolezza di essere molto meno attrezzati dei nostri avversari ma con il morale rinfrancato dalle notizie positive che finalmente permetteranno di operare sul calciomercato. In attesa di saperne di più già nelle prossime ore, ce ne andiamo senza indugio al primo amarcord dell’anno. Vi riportiamo al 16 ottobre 1994, alla sesta giornata del Campionato che metteva di fronte la Lazio di Zeman e il Napoli di Vincenzo Guerini.

Zeman può disporre della Lazio migliore e manda in panchina Signori.

Beppe-gol è infatti reduce da un trattamento poco ortodosso patito dal suo marcatore nell’incontro precedente. La formazione anti-Napoli sarà dunque Marchegiani, Negro, Favalli, Di Matteo, Cravero, Chamot, Rambaudi, Fuser, Boksic, Winter e Casiraghi. A disposizione ci sono Orsi, Bacci, Bergodi, Signori e Venturin.

Il Napoli sta inguaiato assai, la panchina di Guerini è molto traballante. Il tecnico saretino manda in campo Taglialatela, Matrecano, Grossi, Rincon, Luzardi, Cruz, Buso, Boghossian, Agostini, Carbone e Pecchia. Potrà disporre Di Fusco, Bordin, Tarantino, Altomare e Pari.

Noi siamo reduci da alcune prestazioni contraddittorie che ci hanno penalizzato sia in campionato che in coppa Italia. Il Napoli ha la peggiore difesa del campionato e iniziamo la partita in velocità mandando i Partenopei in affanno già nei primi minuti. ed infatti non passano che centottanta secondi che Boksic infila di testa la porta di Taglialatela.Cruz non sa a quale santo votarsi per tentare di chiudere i varchi ai vari Rambaudi, Fuser, Boksic, Winter e Casiraghi, che – a turno e quasi in solitudine – si presentano in area ogni due/tre minuti. L’emozione gioca un brutto scherzo a Grossi, che finisce presto in balia del più esperto Rambaudi, che lo travolge implacabilmente. Pecchia sembra il più lucido e prova a costruire un gioco degno di tale nome. Ma Boghossian è annichilito da Winter, che sebbene sia più basso di statura, sembra poter sovrastare il suo marcatore aggirandolo con sterzate millimetriche e accelerazioni molto efficaci. Al 20’, proprio Aron Winter va a raddoppiare siglando con un goal di gran classe, che irride la difesa azzurra lasciando presagire un’imminente goleada. Anche perché Di Matteo, Fuser e l’onnipresente Winter spadroneggiano a metà campo, mentre Boksic salta implacabilmente Matrecano e Cruz. Inaspettatamente, viste le premesse, il Napoli riesce a dimezzare lo svantaggio, per mezzo di una percussione di Rincon finalizzata al meglio dal volenteroso Pecchia. Non trascorrono tuttavia che altri centoventi secondi, che ripristiniamo le distanze con Casiraghi, protagonista di una rete in tuffo davvero spettacolare.

Ripresa:

partiamo al piccolo trotto, dando la sensazione di non voler infierire. Boksic si divora due occasioni e qualcuno, tra noi in curva, sembra non appezzare. Vorremmo infatti una Lazio spietata e invece graziamo Taglialatela con una serie di conclusioni tirate con troppa sufficienza. Insomma, due o tre goal vengono “regalati” in modo ingiustificabile, suggerendo a qualcuno di uscire qualche minuto prima, risparmiandosi il traffico del Lungotevere. E invece la Lazio, dopo aver tanto sprecato, raccoglie il giusto premio arrotondando prima con Negro, che riprende una ribattuta del portiere e poi perfezionando la “manita” con Winter (ritratto nella foto-articolo), probabilmente il più concentrato e ordinato dell’undici zemaniano.

A sera, il povero Guerini otterrà il benservito dal Napoli mentre noi ci mettemmo a far tabelle per provare a riagganciare la fuggitiva Juventus.

Eravamo al cospetto di una gran bella Lazio, una squadra che avrebbe potuto vincere con due-tre goal di scarto molte partite. Per tutto il 2025, la Lazio di Sarri ha segnato – salvo rarissime eccezioni – solo con il contagocce. Speriamo di correggere prima possibile questa tendenza.

Buon anno e forza Lazio!
Ugo Pericoli