Cari fratelli Laziali,
"divide et impera" sosteneva Filippo II di Macedonia. Nonostante di romano avesse assai poco, la sua massima venne ampiamente utilizzata dagli imperatori romani e – a quanto sembra – è arrivata intatta fino a noi.
Vogliamo entrare nel merito della questione che sta tenendo banco tra la tifoseria. Noi non prendiamo le parti di nessuno, nel senso che il tifoso deve sentirsi libero di scegliere se andare allo stadio oppure no. Chi ha presenziato a Lazio Genoa, non è un sostenitore delle politiche lotitiane. È semplicemente un tifoso che non sa fare a meno della Lazio e merita quindi rispetto. Fine della discussione. La tifoseria della Lazio non deve dividersi, altrimenti contribuirà a rafforzare colui il quale detiene il “potere”, in questa travagliata fase storica della nostra Lazio.
Oggi abbiamo detto anche troppo. Perciò ce ne andiamo di corsa verso il 10 aprile 1966. Con chi giocavamo quel giorno?
Vi diciamo che eravamo arrivati quasi a fine campionato, era la XXVIII Giornata. Andavamo a Torino per giocarcela contro la Juventus di Heriberto Herrera.
La formazione bianconera è la seguente: Anzolin, Gori, Leoncini, Bercellino, Sarti, Salvadore, Dell'Omodarme, Del Sol, Bercellino II, Cinesinho e Stacchini.
Siamo arrivati a Torino col muso lungo, nel bel mezzo di una serie negativa. Il Sor Umberto, in settimana, ha mandato la squadra in ritiro a Ferentino: quattro giorni di quiete, lontani da un ambiente divenuto troppo velenoso.
Umberto Mannocci può finalmente schierare Renna e Governato. Spazio dunque a Cei, Zanetti, Vitali, Carosi, Pagni, Dotti, Renna, Sacco, D'Amato, Governato e Ciccolo.
La Juventus parte sparata, costringendoci ad alzare le barricate: Stacchini al 2' riceve da Bercellino II, stoppa il pallone e scarica una cannonata fuori di pochissimo. Tre minuti dopo la Juve ci riprova, ancora con Bercellino II: il pallone scheggia la traversa di Cei. La manovra juventina è tambureggiante e nuovamente Bercellino II cicca il tiro al termine di un bello scambio tra Leoncini e Del Sol. Torniamo a respirare solo dopo un quarto d’ora. Non abbiamo mai passato la linea di metà campo! Al 20', finalmente, il primo tentativo a rete e per poco non passiamo in vantaggio: Ciccolo cattura un pallone respinto corto dalla difesa bianconera e spara dal limite dell'area; la sfera si stampa sulla traversa, con Anzolin battuto. A centrocampo Governato, Sacco e Carosi tengono a freno Cinesinho, Del Sol e Leoncini, mente Renna si spende in un lavoro di raccordo e contenimento. L'equilibrio regna sovrano e non si registrano occasioni di rilievo sino alla fine del primo tempo.
La ripresa è un susseguirsi di passaggi a centrocampo, senza nessuna conclusione realmente pericolosa. Si arriva al 65': D'Amato raccoglie un assist di Renna, scarta in velocità sia Bercellino che Salvadore e si presenta a tu per tu con Anzolin. Renna però si è allungato troppo il pallone: il tentativo risulta sgraziato e consente ad Anzolin una ribattuta piuttosto semplice; l'azione però non è finita, D'Amato ha recuperato il pallone ma trova sulla sua strada Cinesinho, rientrato provvidenzialmente dalla metà campo: occasione sprecata. Nel finale la Juventus attiva il forcing ma Stacchini conferma di non essere in giornata. Sul finire, un recupero di Zanetti su Del Sol.
Al minuto numero 85, Gastone Roversi, arbitro della sezione di Bologna, ci grazia. Netto fallo di mani di Carosi in piena area ma fortunatamente l'arbitro lascia correre.
Dopo qualche minuto, la partita termina. Lo scarso pubblico di casa fischia la sua Juve sottotono mentre nella Lazio il pareggio per 0 a 0 fa tornare il sereno dopo quasi un mese di polemiche.
Dedichiamo l’amarcord di oggi a Nello Governato che quel giorno rientrava in formazione dopo ben tre turni di stop per squalifica.
Una squalifica inconsueta per il Professor Governato – ritratto nella foto articolo – che ricordiamo come una delle bandiere più rappresentative della Lazio degli Anni Sessanta. 251 presenze, 235 in Campionato, 14 in Coppa Italia e 2 in Coppa delle Fiere, e uno score di 17 reti. Nella sua carriera ha disputato 366 partite e ha segnato 41 reti.
Tornerà alla Lazio nel 1983, come direttore sportivo. Verrà richiamato anche da Sergio Cragnotti, e contribuirà a costruire la squadra del nostro secondo scudetto.
La figura di Nello Governato rappresenta un modello di leadership etica, basata sul rispetto reciproco e sulla sostanza, piuttosto che sull'apparenza. La Lazio di oggi ne avrebbe un disperato bisogno.
Con il Genoa abbiamo disputato un pessimo primo tempo e nella ripresa abbiamo giocato solo a intermittenza. La Juventus di questi ultimi giorni sembra essere tornata a buoni livelli. Sabato sera servirà una Lazio concentrata, per novanta e passa minuti.
Forza Lazio!
Ugo Pericoli
