Cari fratelli Laziali,

in vista della partita di domenica all’ora di pranzo, vi riportiamo al precedente tra Napoli e Lazio che si disputò il 3 aprile 2011, sempre nel medesimo orario.

Era la XXXI giornata del Campionato 2010/11 ed era il Napoli di Walter Mazzarri: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Pazienza, Yebda, Dossena, Hamsik, Lavezzi e Cavani. A disposizione del tecnico toscano, Iezzo, Mascara, Gargano, Santacroce, Lucarelli, Ruiz e Sosa.

Edy Reja stava gestendo una Lazio talvolta contraddittoria: Muslera, Lichtsteiner, Biava, Dias, Garrido, Brocchi, Gonzalez, Mauri, Bresciano, Sculli e Zarate.A disposizione Berni, Scaloni, Stendardo, Foggia, Hernanes, Kozak e Floccari.

La domenica comincia con il nodo alla gola per il minuto di raccoglimento dedicato al nostro amico Bob. Lovati si è spento da poche ore e nessun laziale è rimasto indifferente, perché.. si scrive Lovati, si legge Lazio.

A casa il nostro pranzo domenicale è stato posticipato. Impossibile seguire un Napoli- Lazio e mangiare contemporaneamente. L'approccio della squadra di Reja ci fa sognare. E ci fa abbracciare, al 29', quando Mauri inventa una giocata pazzesca, salta due uomini e buca De Sanctis di esterno sinistro, un gol sul filo di spada. La gioia diventa incredulità a inizio ripresa quando Dias, in spaccata sulla punizione di Garrido, firma lo 0-2 come mostrato nella nostra foto articolo.

Poi, l'improvviso blackout. In tre minuti il Napoli pareggia con Dossena e Cavani, e sui nostri divani si accomoda anche l'ansia. Ma il vero momento di rottura arriva poco dopo: Brocchi spara un missile dal limite, la palla spacca la traversa e rimbalza mezzo metro dentro la porta. Gridiamo al gol, ma l'arbitro Banti e il guardalinee restano immobili. Le immagini del replay scorrono implacabili in televisione, alimentando una rabbia furiosa per una svista semplicemente inconcepibile. Col Napoli ci siamo abituati e la sfortuna sembra parzialmente compensata al 69', quando il diagonale di Zarate provoca l'autogol di Aronica per il 2-3.

Esultiamo rabbiosamente, la speranza di portarla a casa si riaccende, ma l'arbitro Banti decide di salire nuovamente in cattedra. Al 79' fischia un rigore contestatissimo al Napoli ed espelle Biava. È l'episodio che fa scattare l'indignazione del popolo laziale steso davanti alla tv. Cavani fa 3-3 e la squadra, rimasta in dieci e privata anche di Reja, espulso per proteste, viene lasciata al macello.

All'88' arriva la mazzata finale con il pallonetto del 4-3 di Cavani. A casa assaporiamo il sapore amaro della beffa, che rovinerà anche il nostro pranzo, perché ci era passata la voglia di mangiare.

Quella partita avremmo meritato di vincerla. Si affievolì l'entusiasmo Champions e montò un profondo senso di ingiustizia.

Avremmo voluto dedicare una vittoria a Bob, il portiere del nostro primo storico trofeo, la Coppa Italia 1958. Capitano, allenatore, dirigente, scopritore di talenti, Lovati ha speso una vita intera all'ombra di Tor di Quinto per il bene della Lazio.

Tornando al presente, ci piace sottolineare come il popolo laziale abbia sposato il nostro basso profilo. Nessun proclama, né tabelle di marcia, se non quella che guarda alla salvezza anticipata.

Col Porto, il Napoli ha perso nel peggiore dei modi. Sarà difficilissima. Forza Lazio!

Ugo Pericoli