Cari fratelli Laziali,
oggi vi riportiamo ad una delle più belle Lazio “lotitiane” risalente a vent’anni fa. Era il
1° aprile 2007 quando per la XXX giornata di campionato ci recavamo a Udine per incontrare i bianconeri di Alberto Malesani. Non erano male nemmeno loro: De Sanctis, Zapotocny, Coda, Zapata, De Martino, Sivok, D'Agostino, Muntari, Dossena, Barreto e Di Natale. In panchina andavano Casazza, Obodo, Iaquinta, Natali, Motta, Gotti e Siqueira.
Quanto a noi, si posizionava al posto di comando Maurizio Manzini, ritratto nella foto. Delio Rossi aveva rimediato una squalifica e avrebbe seguito la partita dalla tribuna, cellulare alla mano.
Ed eccola quella bella Lazio: Peruzzi, Belleri, Stendardo, Siviglia, Zauri, Behrami, Ledesma, Manfredini, Mauri, Pandev e Rocchi. A disposizione Ballotta, Baronio, Bonetto, Diakite, Makinwa, Tare e Simone Inzaghi.
La partita si sblocca al 18’: punizione impeccabile di Ledesma e stacco imperioso di Stendardo che beffa De Sanctis, forse un po’ troppo fuori dei pali. L'Udinese accusa il colpo, e le pesanti assenze di Pinzi e Obodo, si fanno sentire. I friulani creano un solo vero pericolo al 26’ con Sivok, ma Peruzzi blinda la porta strozzando in gola l'urlo del pareggio. L’Udinese si fa sotto ma indietro reggiamo senza troppi affanni la pressione del duo Di Natale-Barreto. Ledesma gira che è una meraviglia e Manfredini è molto più brillante del solito. Rientriamo negli spogliatoi soddisfatti.
In avvio di ripresa, l’uno-due che manda al tappeto i bianconeri: al 5’ Mauri corregge in rete un cross di Rocchi e appena sessanta secondi dopo Behrami deposita in porta il tris su un altro assist al bacio del capitano. L'Udinese ha un sussulto d'orgoglio al 13’ con un rigore trasformato da Di Natale per un fallo subìto da Barreto, ma la reazione dura un battito di ciglia. Due minuti più tardi, Tommaso Rocchi si incunea tra De Martino e Zapotocny conquistando e trasformando il penalty del 4-1 che chiude i giochi. Nel finale Manzini &. Rossi concedono spazio a Makinwa per un opaco Pandev, mentre l'Udinese ritrova Iaquinta dopo oltre un mese di stop. È proprio il neoentrato campione del mondo a firmare in pieno recupero il gol del definitivo 4-2.
Una rete in mischia, che servì solo a mitigare il passivo per i friulani, sempre più lontani dalla zona Uefa, mentre per noi fu davvero una bella serata. Avevamo visto una Lazio versione rullo compressore e quel poker a Udine aveva tanti significati, certificati anche dai numeri: settima vittoria consecutiva, dodici risultati utili consecutivi, 8 successi esterni stagionali, stesso risultato delle gestioni Eriksson e Mancini. Terzo posto in chiave Champions con tanto di lancio di sfida alla Roma, cui avevamo recuperato una decina di punti. Numeri gratificanti soprattutto per Tommaso Rocchi, autore di una prestazione maiuscola con due assist e firma d'autore sul gol del momentaneo 4-1. Quella Lazio era una cooperativa del gol: aveva segnato anche Behrami, il quattordicesimo marcatore diverso in campionato, a testimonianza di una rosa corta ma straordinariamente efficiente.
Ci piace sperare che anche la Lazio di Gattuso, partita letteralmente a fari spenti, possa ripetere le prestazioni della cooperativa del gol di Delio Rossi. Finora è andato in rete solo Frattesi, regalandoci due gol pesantissimi. Segno però che c’è tanto lavoro da fare, dopo una campagna acquisti per certi versi positiva, per una squadra che appare un po’ indebolita dietro ma decisamente rinforzata a centrocampo e in attacco.
Lunedì sarà una partita difficilissima che potrà darci tante indicazioni su quel che sarà il nostro immediato futuro.
Forza Lazio! Ugo Pericoli
