Cari fratelli Laziali,

usciamo decisamente confortati dall’ultima gara interna col Milan e ci affacciamo alla prossima con il Bologna senza nessun’altra pretesa se non quella di assistere ad una bella gara in vista dell’appuntamento che vale una stagione, la sfida di ritorno della semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta.

In vista dell’incontro di domenica prossima vi riportiamo ad un precedente non troppo lontano, all’11 aprile del 2010. Era la trentatreesima  giornata del campionato ed era la Lazio targata Edy Reia.

L’allenatore del Bologna Franco Colomba manda in campo Viviano, Raggi, Portanova, Santos, Lanna, Buscè, Guana, Mudingayi, Modesto, Adailton e Di Vaio. In panchina si porta Colombo, Casarini, Gimenez, Zenoni, Bassoli, Mutarelli e Succi.

Reja risponde con Muslera, Dias, Stendardo, Radu, Biava, Brocchi, Ledesma, Kolarov, Mauri, Floccari e Zarate. Sulla panchina siedono Berni, Diakitè, Baronio, Del Nero, Firmani, Cruz e Rocchi.

Il tecnico goriziano è diventato l’allenatore della Lazio a febbraio ed ha fatto il suo esordio in panchina nella tesissima trasferta di Parma, proprio il giorno di San Valentino. È stato chiamato da un preoccupatissimo Lotito, che vede la squadra sull’orlo del baratro.

Dopo quasi due mesi la Lazio torna in Emilia assai più fiduciosa nei propri mezzi ma la partita si mette subito male: dopo 12 minuti, Guana, a seguito di un clamoroso liscio di Biava, indovina un tiro al volo che s’insacca con grande velocità e precisione. 1 a 0 per i bolognesi, gran gol, non c’è che dire. La squadra appare disunita e nervosa, i nostri arrivano sempre una frazione di secondo dopo il loro avversario. Il Bologna raddoppia quattro minuti dopo. Gol di Portanova, con un bel colpo di testa. Non abbiamo fatto un solo tiro in porta. Un primo sussulto arriva dopo qualche minuto, quando Zarate centra in pieno il palo. Il Bologna ha inaspettatamente arretrato il proprio baricentro e noi iniziamo a spingere. Sta terminando il primo tempo, Kolarov si lancia in un blitz lungo l’out, mette al centro dove trova Mauri, posizionato nei pressi del dischetto del rigore. Con la sua abituale eleganza, Stefano gira al volo una saetta potente, spedendo il pallone all'incrocio: 2 a 1.

Dopo l’intervallo i nostri ritrovano un Bologna visibilmente intimorito. È cambiata l’inerzia, i rossoblù scompaiono e in campo si vede solo la Lazio.

Zarate, uno dei più rigenerati dalla cura-Reja, crea lo scompiglio ogni volta che prende il pallone. Il pareggio è nell'aria: lo realizza André Dias – ritratto nella bella foto articolo in una fase di gioco insieme a Floccari – il quale, prima colpisce la traversa e poi è fortunato nel ribadire in rete in modo assolutamente casuale, toccando con la pancia il tentativo di rinvio di Raggi. Manca ancora mezz’ora e i tantissimi supporters laziali presenti allo stadio, adesso vogliono vincere. La Lazio preme e si vedono anche belle azioni, a volte sprecate per un nonnulla. Ma a venti dal termine arriva il meritato sorpasso: azione corale lungo la fascia, tacco di Brocchi, Rocchi effettua una piroetta e infila il terzo gol per noi. Un vero spettacolo per gli occhi l’azione che ha portato al sorpasso. La Lazio non sembra ancora paga e tiene l’avversario all’angolo. Avrà anche il tempo per divorarsi due nette occasioni ma la vittoria arriva lo stesso.

Con questo pirotecnico 2 a 3 andammo a sei punti di vantaggio sull’Atalanta terz'ultima.

Speriamo questo amarcord possa essere di buon augurio per i restanti due mesi (o poco più) che ci separano dalla fine della stagione.

Grossi patemi non ne abbiamo ma un pubblico come quello visto a Lazio Milan meriterebbe assai di meglio. Perché la partita è stata bella ma la sciarpata a due voci tra la Nord e la Tevere è stata addirittura superlativa. La tifoseria ha superato sé stessa: il laziale è un tifoso da Champions League.

Forza Lazio!
Ugo Pericoli