Cari fratelli Laziali,

in attesa di Lazio Parma e della Santa Pasqua, vi riportiamo al più antico precedente contro i Ducali. Bentornati a domenica 15 aprile 1962, la XXXI giornata del Campionato di Serie B 1961-62.

La Lazio è guidata da Carlo “Tino” Facchini, alla sua prima esperienza con noi.

La formazione: Cei, Zanetti, Carosi, Mecozzi, Eufemi, Gasperi, Bizzarri, Landoni, Governato, Morrone e Maraschi.

Il Parma è affidato a Mario Genta, un ex campione del mondo del 1938: Recchia, Panara, Polli, Neri, Sentimenti V, Tomassoni, Moriggi, Vicino, Smerzy, Spanio e Meregalli.

Sono ormai otto anni di fila che il Parma frequenta la Cadetteria. Noi in Serie B non ci vogliamo più stare e stiamo cercando di conquistare quei punti che mancano per approdare in Serie A. Facchini deve rinunciare a Pinti e preferisce Governato a Ferrario. Genta conferma l'undici vittorioso la domenica precedente sul Brescia. Al 3' di gioco arriva la nostra prima segnatura: merito di Bizzarri, che riesce a far centro con un tiro-cross che sorprende Recchia. Cinque minuti dopo giunge il raddoppio di Maraschi, che raccoglie un traversone in diagonale dello stesso Bizzarri e corregge in rete.Il Parma quasi non riesce ad oltrepassare la metà campo e dieci minuti più tardi, rimedia il terzo gol: azione volante Gasperi – Mecozzi, quest’ultimo di testa serve Bizzarri che anticipa nuovamente Recchia, e mette dentro: 3 a 0, dopo nemmeno venti minuti.

La partita si chiuderà praticamente qui, perché il frastornatissimo Parma non riuscirà mai a rendersi pericoloso dalle parti di Cei, che non effettuerà mai un intervento degno di nota.

Sarà un’ottima prova per la squadra di Facchini. Purtroppo, a fine campionato, la Lazio non riuscirà ad ottenere la tanto agognata promozione. Dovrà aspettare un’altra stagione. Non sarà così per il nostro allenatore, che non venne riconfermato. Nonostante la sua esperienza in Serie B (stando ai numeri, spiccherà come uno dei più assidui frequentatori di questa serie) Carlo Facchini non riuscirà mai a conquistare una promozione e non allenerà mai un club di Serie A. L’immagine lo ritrae nella sua stagione romana, con indosso la splendida tuta di allenamento che rimase praticamente la stessa fino al campionato 1977-78, quando venne indossata per l’ultima volta da Luis Vinicio e dal subentrato Bob Lovati.

Speriamo di assistere ad una bella partita sabato sera. La delusione per la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali di Calcio non potrà che portare ad un cambiamento epocale, nel gioco e nell’approccio al tifoso. Gabriele Gravina si è finalmente dimesso. Claudio Lotito è stato uno dei suoi più irriducibili oppositori. Una guerra di potere che crediamo di aver pagato a caro prezzo e che si è conclusa proprio in questa Settimana Santa. Adesso possiamo augurarci due cose:

- che il Calcio Italiano possa trarne un immediato beneficio.

- che il riesame per l’attribuzione dello Scudetto 1915 ex aequo col Genoa possa avere un’accelerazione e che si giunga, dopo quasi 12 anni, ad una giusta sentenza.

Forza Lazio e buona Pasqua a tutti!

Ugo Pericoli