Tre anni fa moriva ‘Il Tassinaro’. Buccioni: ‘Sabato lo ricorderemo’

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Guardate la foto del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento che raffigura il’Tassinaro‘ che accompagna Rene’ Van de Kerkhof sotto il portone della vecchia sede della Lazio di Via Col di Lana. Estate del 1980, la Lazio ingaggia un tulipano che mai giocherà con la nostra maglia, travolti dal primo calcioscommesse e dalla caduta in serie B.
Maglietta a righe orizzontali (un classico per l’epoca), attorno un nugolo di ragazzini impazziti: per l’arrivo (allora) di uno dei centrocampisti universali del calcio di quegli anni e per la presenza, in testa a quel plotone festante, di Goffredo Lucarelli, l’indimenticabile capotifoso del secondo muretto della Curva Sud, guardando dalla Monte Mario.
Tre anni fa, il primo agosto del 2012, Goffredo si congedo’ dalla vita e fu un colpo al cuore per tutti coloro che, direttamente o ascoltando da altri le sue gesta, lo conobbero. Per lui la Lazio era una passione viscerale: un ultras dal cuore genuino, capace di trascinare un quartiere come la Magliana, tradizionalmente poco incline verso i nostri colori, in una sorta di fortino biancoceleste.
I Laziali, credo unici al mondo per questo tipo di attività, possiedono una sorta di calendario sacrale‘, racconta il Presidente Generale, Antonio Buccioni. ‘Festeggiano il 9 gennaio, il 12 maggio, partecipano commossi alle messe di Chinaglia e Lovati, a cavallo tra fine marzo ed inizio aprile. Il 2 dicembre si ritrovano in preghiera a Tor di Quinto, davanti al busto di Maestrelli. Da tre anni commemoriamo giustamente anche Goffredo di cui conservo un ricordo indelebile. Cominciai a frequentare lo stadio e la Curva Sud nel ’75, lui aveva qualche anni più di me. Goffredo fa parte di quegli ultras che, nel calcio di oggi, non potrebbero più esistere perché diverso e’ il modo di intendere il tifo per una squadra di calcio. C’erano i capitifosi degli Anni Cinquanta e Sessanta, poi ci furono Goffredo ed i ragazzi del muretto della Curva Sud. Poi ecco gli Eagles Supporters e la migrazione verso la Curva Nord. Fino agli Irriducibili dei nostri giorni. Ecco, Il Tassinaro accompagno’ questa svolta epocale: lo ricordo con affetto perché – per qualche anno – fu anche il mio capo. Devo dire che la Lazio, nel corso dei decenni, si lego’ a capitifosi memorabili: ricordo Luciano, il ballerino che spopolava alla sala Pichetti. Oppure Leonida, un po’ mitologico con quell’alloro da antico Romano con il quale si presentava allo stadio. E ancora Mercurio, affettuosamente soprannominato Il Gobbetto‘.
Rieccoli, allora, i palpiti del cuore, quelli che fanno parte del DNA dei Laziali. Sognatori, generosi ma pure custodi della storia e dei ricordi. Ed allora cosa accadrà sabato prossimo, terzo anniversario della morte di Goffredo? Una cospicua rappresentanza di Curva Nord, Sud, Tribuna Tevere ha organizzato alle ore 11 un raduno a Torrimpietra. Da li’ si raggiungerà il cimitero di Cerveteri dove Goffredo riposa. Una breve cerimonia sulla tomba del
Tassinaro prima di tornare a Torrimpietra per un pranzo conviviale. Un raduno di vecchi ultras, dirigenti dell’epoca, semplici tifosi che non facevano parte di gruppi organizzati: tutti animati dalla passione verso la Lazio.
I cui sostenitori – ancora una volta – con questa iniziativa che fila dritta al cuore si confermano unici e romantici.

G.Bic.

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