Notte jellata e adesso bisogna disegnare una nuova Lazio

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Perdere ci stava, eccome, perché il Napoli si muove come una orchestra, cercando sempre gli spazi e le imbucate. Quello che non ci doveva essere, in una notte infame e irripetibile che ha ricordato quel Milan contro Lazio, con Zaccheroni in panchina, in cui pagammo dazio con ben quattro infortuni muscolari, sono stati i ko in serie, tutti in retroguardia. Defezioni pesanti che adesso mettono a rischio anche le prossime due gare di campionato contro Verona e Sassuolo che, al completo, avremmo potuto tranquillamente vincere.

Invece, senza De Vrij, Bastos, Wallace, Basta, Anderson bisognerà disegnare un’altra Lazio, probabilmente schierandola con un altro sistema di gioco, ricorrendo ancora una volta alla difesa a quattro, rispolverando magari Patric che doveva partire e che invece è rimasto. È uno stop amaro, quello patito contro il Napoli, ma che non deve avvilirci. Per un tempo la Lazio ha giocato in modo sontuoso, praticamente concedendo al Napoli solo l’occasione del palo di Hamsik. Per il resto squadra compatta e viva, per nulla schiacciata dal fraseggio azzurro. Poi i patatrac a raffica, la jella che ci piega. Ora bisognerà mettere da parte il fioretto e usare la spada per le prossima due gare. In cui, rabberciati dalla cintola in giù come siamo, potremo anche rischiare di non fare bottino pieno, certo. Conteranno le intuizioni di Simone, magari qualche idea illuminante aspettando la benefica sosta di inizio ottobre.

Stringiamo i denti, la classifica è corta e ci aspetta. Saliamo a Verona con fiducia nonostante i gialloblù abbiano mostrato contro la Samp progressi mica da sottacere. Ma siamo in credito netto con la fortuna che, prima o poi, vedrete, come in tutte le storie di vita e di calcio, ci ripagherà…

G.Bi.

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