“Mi ritorni in mente” – Lazio-Bologna del ’74, il primo gol in A di D’Amico…

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Cari fratelli laziali, abbiamo vinto contro l’Atalanta? Rituffiamoci nel campionato, ci sono ancora 6 punti in palio e abbiamo il dovere di tentare di migliorare la nostra posizione in classifica.
E allora, riavvolgendo i ricordi legati a Lazio-Bologna, ultima gara interna di campionato, ci siamo lasciati ispirare dal volto scanzonato e da eterno ragazzo, di una delle nostre bandiere più care. Un giocatore che ha affrontato le partite sempre alla stessa maniera, un sorriso appena accennato sul volto ed un apparente e sdrammatizzante distacco. Eh sì: che si giocasse un’amichevole con l’Ostia Mare o ci fossero in palio dei punti pesantissimi, come in un Lazio-Catanzaro da ultima chiamata, per Vincenzo D’amico non faceva differenza.

Oggi vogliamo raccontarvi di una Lazio pazza e meravigliosa, fatta di uomini che hanno scritto la storia della squadra con l’aquila sul petto. Tra loro, c’è Vincenzo D’Amico. Il Lazio-Bologna che rivivremo insieme è quello del 27 gennaio 1974, perché quella fu la partita del primo gol in A dell’allora diciannovenne Vincenzino.

La cocente delusione patita nell’ultima giornata del campionato non ha scalfito l’umore della squadra che anzi ha ricominciato a giocare e a vincere con una rinnovata consapevolezza nei propri mezzi. Il 1973 si è chiuso nel migliore dei modi e alle 14:30 in punto scendiamo all’Olimpico con questa formazione: Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Inselvini, Chinaglia, Frustalupi e Vincenzo – futuro Golden Boy – D’Amico. Manca Re Cecconi, che evidentemente aveva scelto il momento più adatto per concedersi un po’ di riposo e ricaricare le pile.
Il Bologna risponde con Buso, Mei, Rimbano, Battisodo, Cresci, Massimelli, Ghetti, R. Vieri, Savoldi, Bulgarelli e Landini.

Era gennaio, il tempo sul bruttarello, faceva freddo e il prato verde era abbastanza allentato. Al termine, i 50.000 sugli spalti torneranno a casa facendo strombazzare i clacson delle 124, sventolando le bandiere dalle 850, sfrecciando sul lungotevere con le piccole e veloci A112. C’erano quei modelli, c’era l’austerity, ed era una domenica in cui potevano circolare le sole targhe pari. Ma, come vedremo, anche tutti gli appiedati possessori di un veicolo a targa dispari, quel pomeriggio avranno di che consolarsi.

Perché fu grande Lazio: annichilì il Bologna e conquistò il titolo di Campione d’Inverno dopo una gara dominata dal 1° al 90°. Al 4′ il primo gol: è di Garlaschelli, che perfeziona un cross telecomandato da Nanni. Renzo deve solo accompagnare la palla in rete. Noi attacchiamo per tutto il primo tempo anche se il parziale sarà uno striminzito 1-0.

La ripresa si apre con una timida reazione bolognese, ma dopo qualche minuto la Lazio torna in cattedra: azione Frustalupi – Chinaglia, tacco a seguire per D’Amico che insacca il suo primo gol con la casacca biancoceleste! È un gol facile facile, a porta vuota, ma per Vincenzino è pur sempre la prima volta! Scoppia a piangere dall’emozione mentre viene congratulato da tutti i suoi compagni. Per il Bologna è K.O tecnico.

La Lazio è inarrestabile. D’Amico manca il raddoppio riprendendo una punizione di Chinaglia, scheggiando il palo. Ancora Long John si divorerà un gol, poco prima che Cresci l’abbracci, nel cuore dell’area di rigore. Non esisteva la VAR ma non ci fu dubbio alcuno per il signor Mascali da Desenzano, che decretò il rigore che Long John trasformò alla destra di Buso. Forse la VAR sarebbe stata utile poco più tardi, quando Petrelli atterrò Landini in area, per un rigore non visto che ci venne abbuonato. Verso lo scadere, ancora D’Amico s’invola in area: passaggio di Martini e successiva pennellata per Chinaglia.

In sostanza, Vincenzo gli ricambia il favore dell’assist di inizio ripresa. Giorgione, invece di esultare lo applaude, nel tripudio generale di uno stadio che ha appena assistito ad una partita simbolo della Banda Maestrelli, la squadra italiana che gioca il calcio moderno, anzi “totale” – come lo chiamano in Olanda. La Lazio stravince 4 a 0 e va a 23 punti, 3 in più di Juventus, Fiorentina e Napoli. È la prima fuga del campionato, in un’epoca in cui le vittorie valevano solo 2 punti.
Insomma, fa grande Lazio. È sempre bello ricordare, ma vorremmo tornare a rivivere quelle stesse emozioni, un giorno.

Lunedì sera, col Bologna, l’ultimo appuntamento casalingo della stagione.
Lo sappiamo, non sempre si può vincere. Ma noi non saremo mai sazi, di vittorie. Forza Lazio!

Ugo Pericoli

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