L’OLIMPICO, LO STADIO DEI SUCCESSI

143 0

 

 

Sessantasei anni, oggi, dall’inaugurazione ufficiale dello stadio Olimpico. Torna indietro la pellicola: la Tv di Stato ancora non era nata, i filmati di repertorio sono in bianco e nero, eredità dell’Istituto Luce. 17 maggio 1953, si alzi il sipario: l’Olimpico ospita l’arrivo della tappa del Giro d’Italia Napoli-Roma e la partita internazionale di calcio Italia-Ungheria.

Gli azzurri vengono sconfitti tre a zero ma il pubblico passa più tempo ad affezionarsi a quell’impianto, unico, eretto sotto la collina di Monte Mario, in un angolo di verde.

Uno degli impianti, allora, più belli del mondo: per l’armonia della costruzione e per la zona in cui è ubicato. Oggi, a quasi settanta anni di distanza, complice pure la copertura – che l’ha privata di una indubbia magia – ed i recenti lavori di ristrutturazione che l’hanno indubbiamente appesantito, l’Olimpico resta lo stadio per eccellenza, quello a cui siamo maggiormente legati.

L’impianto delle cinque Coppe Italia conquistate coi denti: nel ’58, nel ’98, nel 2009, 2013 e 2019. Lo stadio dei due scudetti, di partite rocambolesche ed esaltanti. Oltre che delle Supercoppe del 2000 e del 2017. Lo stadio di Long John, di Lenzini e di Cragnotti. Di Fascetti e di Fiorini. Di Nesta, Nedved, Mancini, Klose e Immobile,

La Lazio vi debuttò ufficialmente domenica 24 maggio 1953, contro la Juventus. Dodici giorni prima, ad Ischia, si era spento, a causa di un infarto, il Presidente Remo Zenobi. Una partita inevitabilmente contraddistinta dall’emozione, dal ricordo e dalla nostalgia per un Presidente legato alla nostra storia.

Decise un gol di Vivolo, la Juve vinse di misura davanti ad un Olimpico stracolmo: settantamila spettatori, cinquantacinquemila biglietti venduti. La Lazio (con i Sentimenti IV e V, Bredesen, Alzani e Malacarne, tra gli altri) viveva l’epilogo di una stagione anonima: alla fine di quel campionato trentuno, miseri punti portarono in dote il decimo posto.

Cinque anni più tardi, nel ’58, il primo alloro, alzato al termine della finale con la Fiorentina: la Coppa Italia di Bob e Bernardini. L’inizio di altre emozioni a raffica: perché, con l’Olimpico a braccetto, molti giovanissimi Laziali si sono ritrovati d’incanto uomini di mezza età…

Nessun commento on "L’OLIMPICO, LO STADIO DEI SUCCESSI"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *