LETTERA A UN LAZIALE CHE VERRA’

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Caro Laziale 3.0, che magari leggerai questa lettera nei prossimi dieci o quindici lustri.

Tieni a mente, innanzitutto, un concetto: ovvero che la Lazio è uno dono splendido e, come tutti i regali a cui ci affezioniamo di più nel corso della vita, deve essere continuamente alimentato. Come? Con la passione, con l’entusiasmo, con la voglia di esserci.

Ricorda: noi siamo quelli che hanno contribuito a tratteggiare l’eccellenza dello sport italiano. Giocavamo a pallanuoto ai primi del Novecento, i nostri podisti correvano nella maratona di Parigi nello stesso periodo. Senza contare che il nostro rugby è la prima società italiana ad aver mosso, in un campo, una palla ovale. Noi siamo lo sport e non c’è documento certo che non lo attesti.

Ricordati di leggere – e di appassionarti, vedrai – alla storia dei nostri numerosissimi eroi. Perché la nostra storia si è coniugata alla crescita di Roma ma pure del nostro Paese. Troverai una impressionante mole di documenti, di ricostruzioni, di storie diventate leggenda. Perché la nostra Società beneficia anche della passione disinteressata di decine e decine di Laziali che magari passano la notte a riannodare le fila della storia e a presentarle al grande pubblico.

Ricordati, poi, che il calcio, spesso, ci ha fatto innamorare, da bambini, dei nostri colori ma che noi siamo pure altro e di più. Che in Europa nessuno è più capiente della nostra famiglia e che pure al mondo intero, ormai, chiediamo spazio. Rammenta che siamo gli unici in tutto il globo a festeggiare il nostro compleanno, il 9 gennaio, ma pure a commemorare quelli che non ci sono più. Eroi morti nelle due Guerre ma pure strappati da un destino balordo.

Uomini, donne, ragazzi, ragazze, tecnici e dirigenti: una formidabile catena di affetti e di palpiti del cuore. A chi, in modo volgare, a scuola, sul lavoro, all’Università, contesta in modo grossolano tutto ciò, ricorda loro – con eleganza – che ogni fine settimana, in svariate discipline, c’è sempre una Lazio che passa in vantaggio e che ci fa emozionare.

Festeggia in modo sobrio le vittorie, non abbatterti per i rovesci perché lo sport – come la vita – offre sempre la possibilità del riscatto. Convinciti, soprattutto, che sei e sarai sempre un privilegiato e che nessun altro sostenitore potrà vantare le tue favolose storie da narrare.

Appassionati alle vicende di tutti i nostri sport. Sventola la bandiera bianca e celeste in piscina, nei Palazzetti. Ovunque tu veda animarsi una casacca celeste, con un’Aquila sul petto. Vivi la Lazio più che puoi. Perché la Lazio è un formidabile elisir che rallenta l’incedere degli anni e fa trascorrere la vita in modo pieno ed entusiasta. Un dono, appunto…

G.Bic.

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