Lazio-Civitella, la carica di Reali: “Se vincessimo sarebbe poi tutto possibile…”

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Il match con l’Arzignano ha rappresentato la svolta, quello con il Civitella potrebbe “dare nuovo impulso alla nostra stagione”, parola di Fabrizio Reali. Le prestazioni offerte contro Maritime e Napoli non hanno regalato punti, ma, di certo, hanno aumentato la consapevolezza di un gruppo che, specialmente nel primo tempo del PalaCercola, ha dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque.

“Vincere venerdì potrebbe riaprire ogni scenario”, sottolinea il tecnico romano. Anche il più impensabile: “Magari lo spiraglio della salvezza diretta, visto che subito dopo affronteremo il Latina. Nello sport bisogna essere ottimisti”. Che, a volte, vuol dire ragionare con un pizzico di follia, sempre supportato, però, da elementi oggettivi. “La squadra ha finalmente trovato una quadratura importante, come testimoniato dai primi tempi con Maritime e Napoli, in cui abbiamo giocato alla pari con avversari di alto livello”, rimarca Reali. “Abbiamo vissuto un dicembre nerissimo, in cui, tra infortuni, partenze e sfide proibitive, abbiamo dovuto digerire sconfitte pesantissime. Adesso, però, il peggio è passato”.

La crescita della squadra non si può negare, anche se qualcuno, guardando gli ultimi due risultati, potrebbe obiettare qualcosa. La Lazio ha sì giocato alla pari con Maritime e Napoli, ma solo per venti minuti, sparendo poi nella ripresa. “Al PalaJonio mancavano Chilelli e Biscossi, al PalaCercola un giocatore fondamentale come Rocha. Abbiamo una rosa corta, quindi anche un’assenza, se importante, per noi fa la differenza”, risponde l’allenatore, pronto a sfruttare tutto l’organico nel match contro il Civitella dell’ex Misael. “Fortunatamente saremo al completo, questo anche grazie alla gestione delle energie e dei cartellini. Se gli ultimi due risultati nella ripresa hanno assunto proporzioni più ampie, è anche perché, una volta compromesse le nostre possibilità di fare punti, ho preferito pensare agli scontri successivi”.

Un’analisi ineccepibile, quella del tecnico. Che adesso, però, non vuole più alibi: “Dopo due ottimi primi tempi, dobbiamo dimostrare di poter rimanere costanti per tutta la gara. Voglio vedere una squadra in grado di conservare un rendimento alto per l’intera durata del match: venti minuti di livello non bastano, ne servono quaranta”. Servirà il contributo di tutti, ma in particolare di qualcuno: “Mi aspetto tanto da Espindola e Vieira – confessa Reali -. Sono arrivati per fare la differenza, venerdì non possono sbagliare. Li abbiamo aspettati due mesi, per farli integrare al meglio, adesso devono dimostrare ciò che valgono”. Ai tanti giovani, invece, verranno chieste ulteriori conferme: “Lupi e Biscossi sono diventati giocatori affidabili. All’inizio della stagione hanno faticato un po’, ora sono due certezze. Non so quanti ’98 possano vantare il loro minutaggio in Serie A. Senza dimenticare Afilani e Ottaviani, ragazzi del ’99, De Lillo, classe 2000, e Capponi, addirittura 2002: tutta gente che ha fatto vedere di saper stare in campo. Un motivo di grande orgoglio per la società, che ha sempre puntato molto sul settore giovanile”.

Fiducia, questa la parola d’ordine. La Lazio ci crede e considera il successo un traguardo alla sua portata. Senza per questo sottovalutare gli avversari: “Pensiamo di poter vincere, non che il Civitella sia scarso, anzi. Massimo rispetto per una squadra che viene da tre successi di fila e che sta vivendo un ottimo periodo di forma”. Servirà la miglior Lazio, servirà il PalaGems dei giorni migliori: “Abbiamo bisogno del calore di tutti, come successo contro l’Arzignano. Non mi riferisco solo ai tifosi, ma anche, e forse soprattutto, ai tesserati di questa società. Mi piacerebbe rivedere i ragazzi del settore giovanile, le ragazze della femminile e tutti coloro che fanno parte di questa famiglia”, l’augurio del mister. Che sogna una serata perfetta per riaprire ogni scenario, anche il più impensabile.

(si ringrazia la S.S. Lazio Calcio a 5)

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