Josè Martins, il Cardinale laziale

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Non è nato nel rione Prati, come la Lazio del ‘900. E’ venuto al mondo, però, ottantatré anni fa in un giorno di gennaio, il 6, per la precisione. Ecco il primo punto di contatto col mondo biancoceleste, allora. Portoghese, da giovanissimo appassionato dello Sporting Lisbona, Polisportiva come la nostra, sia pure con minor numero di sezioni e tesserati.

Poi, una volta arrivato a Roma da sacerdote, nei primi Anni Cinquanta, ecco la scelta. ‘Optai per la Lazio, perché allora sembrava essere la più debole delle due squadre della città’, confessò in una intervista di un anno fa. Vero in parte, perché la Roma, nel ’51 era scivolata in serie B e la Lazio si apprestava, mettendo gradualmente assieme grandi interpreti come Lovati, Antonazzi, Furiassi, Alzani, Muccinelli, Burini, Selmosson e Vivolo a costruire la base della squadra che, nel ’58, avrebbe vinto, con la Coppa Italia, il primo trofeo della società.

La realtà – precisazioni a parte – è che il Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione per le cause dei Santi, è il Laziale dichiarato del cortile di San Damaso e dintorni. Ancora raccontano della sua grande felicità, pochi minuti dopo il gol di Lulic nella finale di Coppa Italia del 2013, esternata beffardamente ai dirimpettai ecclesiastici di fede giallorossa, attoniti davanti alle immagini della premiazione dell’Olimpico.

Cardinale dal 2001, nominato da Giovanni Paolo II, già Arcivescovo della chiesa di Tuburnica, cittadino onorario di Pontremoli, Josè Saraiva Martins è considerato, all’interno della Città del Vaticano, un formidabile conoscitore di calcio e di storie di pallone.

I campioni a cui è maggiormente affezionato? Pelé, Maradona ed Eusebio, ovviamente, anche se all’epoca, giocando col Benfica, era rivale dello Sporting. Un passato da giocatore? Ovvio, da seminarista, prima, e poi da sacerdote, appena sbarcato a Roma, giostrando da centravanti.

La passione per la Lazio? Bella, antica e romantica, se volete. In Vaticano – dove pure tutto è stemperato – c’è un Cardinale che ha una porzione di cuore che pulsa per la Lazio. Chissà, allora, se giovedì l’abito color rosso porpora di Josè Saraiva Martins farà capolino all’interno della Sala Paolo VI, accompagnando magari Papa Francesco. La Lazio, in fondo, è sua compagna, a Roma, da oltre sessant’anni.

di Giorgio Bicocchi

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