Garbatella, la Lazio Nuoto perde la piscina. Moroli: “Noi facciamo sport e non business”

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Il bando per l’assegnazione della piscina comunale situata tra Garbatella e San Paolo si è concluso. La Lazio Nuoto, che in quella sede ha formato atleti plurimedagliati, dovrà lasciare (da giugno 2020, ndr.)lo storico impianto. La gara è stata infatti vinta da un altro operatore economico, la Maximo arl.

La versione del Campidoglio: “Premiato il merito”
Fino all’estate del 2020, per effetto di una proroga ottenuta dall’Assemblea capitolina, la polisportiva biancoceleste resta in via della Villa di Lucina. Poi, per effetto del bando, subentrerà il nuovo concessionario. “Sappiamo che tramite l’avviso pubblico è stato premiato il merito” ha sottolineato l’assessore capitolino allo Sport Daniele Frongia che ha tenuto inoltre a ribadire che “l’offerta tecnica prevaleva su quella economica nella misura di 70/30 e quindi la piscina della Garbatella avrà la possibilità di divenire sempre di più un’eccellenza”. Non è però così per chi, dal 1984, ha gestito l’impianto.

Il peso dell’offerta economica
“La prima considerazione da fare è che non ha vinto il più bravo ma chi ha offerto di più”, ha commentato il professor Massimo Moroli, presidente della S.S. Lazio Nuoto. La società biancoceleste, per i sei anni di concessione, aveva infatti offerto 224 mila euro. Maximo invece è stato in grado quasi di raddoppiare la posta, offrendo al Comune 432mila euro. Un gap che nel bando è risultato decisivo. La S.S. Lazio ssd ha infatti ottenuto 15 punti su quella specifica voce del bando, mentre il suo diretto concorrente ne ha ricevuti 30.

L’offerta tecnica
Alla fine, Maximo si è aggiudicata la concessione per appena 9 punti totali. Ed anche se, come sostiene Frongia, in termini relativi l’offerta economica pesava il 30% dei punti attribuiti, continua a destare perplessità il modo in cui è stato articolato il bando stesso. “Nell’offerta tecnica è inclusa la manutenzione ordinaria dell’impianto – ha fatto notare Moroli – ma cosa c’entra con la tecnica? Lì è chiaro che, su un’aspetto del genere, gli operatori finiscano per eguagliarsi”. Ma i rilievi non mancano.

I punti attribuiti all’esperienza
“Viene assegnato un punto per ogni anno d’esperienza dei nostri istruttori, fino ad un massimo di 18 punti. Significa che basta presentarsi con un istruttore che ha 18 anni di esperienza per ottenere il punteggio massimo. Ma questo, ancora una volta, è un parametro corretto? Noi – ha rimarcato il Presidente della S.S. Lazio Nuoto – abbiamo una squadra di istruttori che, sommati, arrivano a 650 anni di esperienza”. Ma questo aspetto, nel bando, non dà diritto ad alcun tipo di riconoscimento. Diciotto o seicentocinquanta anni d’esperienza, valgono lo stesso punteggio.

La mission sportiva della Lazio Nuoto
Alla fine, nonostante sul piano tecnico la Lazio Nuoto abbiamo totalizzato 66 punti su 70, ha perso perchè non è stata in grado di competere sul versante economico. “Noi siamo stati penalizzati perchè abbiamo rispettato la nostra mission: con i soldi non facciamo profitto, perchè li reinvestiamo per far praticare lo sport alle scuole, alle persone disabili e per mantenere gli alti standard agonistici dei nostri atleti”.

Non a caso la Lazio Nuoto, che annuncia nuove azioni legali, è la Sezione che, nell’ambito della polisportiva biancoceleste, ha raggiunto i maggiori traguardi.

(Articolo di Fabio Grilli per http://garbatella.romatoday.it: ringraziamo entrambi)

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