3 a 1: all’Olimpico ancora la legge del tre. Siamo agli ottavi

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Tre gol segnati al Saint Etienne, al Rosenborg e al Dnipro, nel girone eliminatorio. E all’Olimpico altro tris servito al Galatasaray. Sono state tre ma potevano essere pure il doppio se il palo di Matri fosse entrato, se non ci fosse stato un salvataggio sulla linea su tiro di Klose. E se Candreva, all’ultimo assalto, non avesse fatto l’egoista, ipnotizzato da Muslera, senza servire il solitario Anderson. È’ stata però una bella Lazio: audace, spigliata ed autoritaria nel secondo tempo quando l’ingresso di Candreva ha rivitalizzato gli schemi offensivi, fino ad allora molto aridi e prevedibili. Non appena Antonio ha iniziato a carburare i turchi sono annegati nella loro mediocrità. Hanno incassato un terribile uno-due, complice la capocciata su angolo di Parolo e il gol, al termine di una azione di calcetto, di Anderson. Qui è mancato forse un pizzico di esperienza perché – sul due a zero a mezz’ora dalla fine – sarebbe bastato aspettare, mettersi sulla propria tre quarti e poi ripartire. Invece una omissione di Bisevac – l’unica a margine di una gara quasi perfetta – ha consentito al Galatasaray, complice il gol di Oztelik, di rientrare prepotentemente in partita, ad una rete dalla qualificazione.

Qui è’ stato bravo Pioli ad inserire Klose. Che, come ai bei tempi, ha letteralmente spaccato la gara, al pari di quello che già aveva fatto Candreva. Ha solo sfiorato un gol, ricacciato sulla linea di porta, ne ha segnato (alleluia…) uno dopo assiste al bacio di Radu. In mezzo avevamo applaudito una Lazio finalmente veloce nelle trame offensive, capace di ribaltare il fronte del gioco e di incidere. Consensi per la prestazione tutto muscoli di Milinkovic, che lievita e ci rende ottimisti su un finale di stagione a petto in fuori del giovane serbo.

Pioli si è prima complicato la vita, schierando alto Lulic, in un ruolo che Senad gradisce poco. E, infatti, tornato sui suoi passi, inserito Candreva guastatore dalla trequarti in avanti, la squadra ha macinato il Gala, compassato e con scarso peso offensivo. E adesso? Siamo neigli ottavi, brindiamo al successo. Da domani penseremo ai sorteggi. La Lazio con mentalità europea prosegue l’avventura. In Europa League, forse per merito di difese meno arcigne, sembriamo anche più bravi in attacco, a differenza di quello che accade in campionato. Vediamo cosa accade, intanto – nelle due gare da dentro o fuori degli ottavi – riavremo Keita. Non sarà, vedrete, apporto da poco. 

G.Bic.

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