Noi non siamo razzisti (e allo stadio riportiamo i fischietti…)

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Meglio sottolinearlo, di questi tempi: il razzismo, con la Lazio e tutte le sue variegate estrinsecazioni, non si coniuga. Applaudiamo allora questo striscione, pubblicato sul portale www.lazio.net, affisso in qualche strada di Roma, che conferma una tradizione vecchia come il mondo.

I Laziali, sportivi per antonomasia, i precursori (come insegnavano i padri fondatori) dell’olimpismo amano le differenze, lavorando sempre per la condivisione e la tolleranza. Basta guardare i roster delle tante Lazio che, in svariate discipline, portiamo nel cuore: ricchissime di giocatori che provengono da ogni zolla del mondo. Le Aquile volano, come recita questo striscione, da adottare romanticamente.

E se all’Olimpico gli stessi che hanno prodotto ululati senza senso, facendo squalificare la Curva Nord per due turni, privando la Lazio del giusto sostegno di tanti sostenitori in un momento-chiave della stagione, sentissero, in futuro, la voglia di “divertirsi” (come hanno confermato in interventi radiofonici…) ecco un consiglio: si riappropriassero da qualche polveroso cassettone (o comprassero per pochi euro…) dei vecchi fischietti di una volta.

Quelli che si usavano quando le squadre avversarie, negli Anni Settanta, oltrepassavano la nostra metà campo e un po’ di timore cresceva. I fischietti sono ammessi e sicuramente sono pure più utili degli ululati. Che macchiano una immagine di quasi 118 anni di sport e di vita. Mettendo a repentaglio le future partecipazioni della Lazio in Europa e facendoci vergognare un po’ pure dentro i nostri confini, con quegli spicchi di Olimpico ermeticamente sbarrati “per razzismo”.

G.Bi.

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