Lo scudetto negato: ora c’è un popolo intero che reclama giustizia

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Cosa è cambiato rispetto ad oltre due anni fa, quando prese avvio la legittima rivendicazione finalizzata ad ottenere l’assegnazione ex aequo dello scudetto negato? Semplice, rispetto ad allora, quando pochi Laziali cominciarono a seguire con passione la vicenda, soprattutto le ricerche documentate, ora c’è un popolo intero, il nostro, che vuole quel titolo, sia pure a metà. Già perché tutti, ormai, ritengono, documenti e ricostruzioni alla mano, che l’assegnazione al Genoa dello scudetto del millenovecentoquindici sia stata illegittima ed arbitraria, privando la Lazio della possibilità di sfidare i rossoblu in finale.

Gradualmente, insomma, questa storia ha fatto breccia, entrando nelle case di tutti i Laziali, grazie ai racconti appassionati di Gian Luca Mignogna, Pasquale Trane, di tutti coloro che, a vario titolo, hanno ricostruito una vicenda ambigua, sottolineando la liceità della Lazio a richiedere ciò che, centodue anni fa, le era stato tolto.

Ora, dopo che trentatremila Laziali hanno sottoscritto quella petizione, rivolta alla FIGC, e dopo che il resto dei nostri appassionati reclama una doverosa decisione, forte anche del parere favorevole espresso da una Commissione ad hoc, nominata dalla stessa Via Allegri, la differenza, rispetto all’avvio di questa vicenda, è profonda. C’è un popolo intero, quello biancoceleste, che ha letto, soppesato, approfondito questa storia torbida e ingiusta, macchiata di pressappochismo e profonda ingiustizia.

C’è un popolo unito, adesso, che chiede una celere e puntuale definizione della vicenda. Non occorre inventarsi nulla, bisogna solo applicare il diritto sulla scorta di ricostruzioni accurate e a prova di blitz. Occorre che la FIGC esca dal guado, a settembre, nonostante il mancato completamento del Consiglio Federale per via delle guerre intestine che stanno travolgendo le due Leghe possa indurre a ulteriori ritardi. C’è un popolo ormai, il nostro, che vigila. Un milione e mezzo di Laziali chiedono giustizia, reclamando il doveroso omaggio a quegli eroi biancocelesti che mollarono scarpe e mute da gioco di allora, partendo per il fronte, molti dei quali senza più tornare.

Se prima, insomma, questa storia ammantata di polvere pareva eredità esclusiva degli studiosi biancocelesti ora è di dominio pubblico. Ecco perché sarà complicato dribblare, anche in autunno, ciò che sembra davvero ineluttabile…

G.Bi.

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