Il romanzo ritrovato, allo stadio, tra papà e figli

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Ma quanti erano i bambini presenti allo stadio mercoledì sera? Tanti, tantissimi, migliaia sicuramente, nonostante l’ora tarda e un traffico congestionato all’uscita. Ma è stato bello e romantico vedere la Curva Nord, i Distinti e la Tevere affollati di occhi innocenti ma anche entusiasti, piccoli Aquilotti fasciati dalle divise di ordinanza, accovacciati tra le gambe dei loro papà, i più piccoli, accanto a loro, sul seggiolino, quelli più grandi, trepidando per una parata di Strakosha o un guizzo di Balde Diao.

Un patrimonio ritrovato, una formidabile alchimia che il mondo-Lazio eredita da questa stagione. Contraddistinta dal ritorno in Europa, da 72 reti segnate (fino ad ora…) e da due derbies vinti.

C’è un oceano di Aquilotti ed Aquilotte da coltivare, una ondata di entusiasmo da cavalcare. Padri e figli, gli uni accanto agli altri, in nome della passione per la Lazio e per i suoi ideali. Una notte commovente e carica di significati che ha lenito il rimpianto per una finale perduta.

G.Bi.

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