Daniela Beneck, compleanno di una stella biancoceleste

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Daniela Beneck compie oggi settantuno anni. Agli auguri si associa ovviamente il sito ufficiale della Società Sportiva Lazio ricordando una delle madrine (assieme a Patrizia Nostini) del Sodalizio.

Figlia di Bruno, ex-partigiano, regista televisiva, formidabile amante dello sport (fu anche Presidente della Federazione Baseball), sorella di Anna – purtroppo scomparsa già da qualche anno – Daniela (a destra nella foto del Centro Studi che la ritrae con l’amica-rivale Paola Saini) ha orientato i destini del nuoto azzurro e della Lazio (luccicante stella del nostro movimento) per oltre un decennio intero.

Venne allenata da Zabberoni e da Baccini, due giganti del nuoto biancoceleste ed azzurro dalla metà degli anni Cinquanta in avanti. Partecipò a due edizioni dei Giochi Olimpici, quella di Roma e quella di Tokyo. Grazie alla sua classe, la Lazio Nuoto fu la regina incontrastata nella staffetta 4 x 100 mista per lunghissimi nove anni: una sorta di egemonia sportiva, ne converrete.

E quando, nel settembre del ’65, all’interno della piscina dell’Acqua Acetosa, Daniela divenne la primatista europea dei 200 stile libero, abbassando il precedente record, il cerchio parve davvero chiudersi. Straordinaria interprete del mezzofondo natatorio azzurro (dai 100 agli 800 metri, macinati con grandissima disinvoltura), Daniela Beneck venne pure sorretta dal destino. Non era a bordo dell’aereo della Lufthansa che, nel 1966, scoppiò nella tratta da Francoforte a Brema, portando via il meglio della gioventù azzurra del nuoto di allora. La tragedia di Brema, la chiamarono da allora e, ancora oggi, quella storia evoca ricordi struggenti: tutti gli sport, in fondo, hanno la loro dannata Superga. Daniela non salì su quel maledetto ‘Convair’, disintegratosi nelle campagne del Nord della Germania, solo perché lo stesso giorno si sarebbe sposata la sorella Anna, di lei più grande di quattro anni.

Dopo essersi ritirata dall’attività agonistica, Daniela faticò, come era logico che fosse, a staccarsi dal mondo in cui aveva vissuto (da protagonista) per decenni. Fu così stimata addetta stampa della Federazione fino al Duemila, prodiga di consigli – da grande ex-campionessa – per tutte coloro, soprattutto ragazze, che la magia dell’accappatoio azzurro cominciavano ad amare.

Restò, Daniela, soprattutto, una convinta appassionata della Lazio e degli ideali della Polisportiva. Una passione viscerale, epilogo naturale alla luce di tanti anni di militanza, amicizie, complicità e vittorie.
Buon compleanno, Daniela, bella Laziale per stile, vissuto e tradizione familiare.

G.Bic.

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