Confessatelo: quando attacca la Lazio spegnete la Var!

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Deve essere per forza così: in tempi di spending-review costante l’Aia, per risparmiare, ha deciso di spegnere la Var quando la Lazio attacca. Ormai i casi, in questa stagione sciagurata, abbondano. Con arbitri abituati ai fiaschi piuttosto che ai fischi corretti. Mani galeotte non sanzionate (ricordate Giacomelli e Mazzoleni, contro la Samp?), gol col braccio convalidati senza chiedere ausilio alle TV e alle immagini, spinte, anzi spintoni, come domenica a Cagliari, trattate alla stregua di una carezza.

Per forza deve essere così. La Lazio attacca e la Var si offusca, anzi si spegne. Per risparmiare energia e consumi, in tutti gli stadi. I casi, ormai, sono molteplici e di queste clamorose sviste arbitri e addetti al Var ne risponderanno davanti alla giustizia ordinaria. Perché il Comitato Consumatori Lazio, anche domenica scorsa, ha registrato l’ennesimo colpo basso dell’Aia (nella foto il designatore Rizzoli). Con il rigore omesso a favore di Immobile e la Var puntualmente verificata in occasione dello svarione difensivo commesso da Luis Felipe.

Buffo allora che il Presidente dell’Aia, Nicchi, abbia riferito, giorni fa, che il futuro della Var si deciderà a fine stagione. Facendo capire che la nuova tecnologia potrebbe anche essere abbandonata. E i danni patiti dalla Lazio chi li ripagherà? Qualcuno dirà: ma la Lazio di oggi è opaca e forse non meriterebbe di essere promossa in Champions. Vero, ma pure le altre rivali non giocano bene eppure fanno punti senza essere oltraggiate continuamente dalla Var galeotta.

Efficiente e puntuale quando deve bastonarci, incredibilmente muta e spenta quando deve darci quello che meritiamo. Ecco perché converrebbe confessare l’inghippo. Si, quando la Lazio attacca la Var, a volte, si spegne…

G.Bi.

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