Comunque si chiuda il mercato, restiamo vicini alla Lazio

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Maledetti social, verrebbe da dire, perché a gennaio e in estate, a ridosso della fine delle due sessioni di mercato, il web diventa lo sfogatoio per tanta gente. E anche stavolta nessuna tregua: critiche alla società – che ad oggi non ha investito, anche parzialmente, ciò che ha introitato dalle cessioni – unito ad un pessimismo cosmico, di quelli tanto cari a Leopardi quando si affacciava sulla finestra di Recanati.

Ecco il messaggio, allora, doveroso da parte di chi ama la Lazio, indipendentemente dalle sessioni di mercato, dalle presentazioni di giocatori, etc. Comunque vada la fine anche di questa sessione di mercato – che ha oggettivamente privato la Lazio di quasi tre titolari (Biglia, Keita, Hoedt) al netto dell’inserimento di un solo, nuovo giocatore imprescindibile (Leiva) – la speranza è quella di una squadra, la nostra, sempre sostenuta, sorretta, spinta. In campionato, Europa League e Coppa Italia, quest’ultima competizione da dicembre in avanti.

La Lazio non si critica, a priori. Ogni nostro giocatore deve avere il giusto supporto. Come negli anni Sessanta o Ottanta quando, pure a fronte di deficienze croniche in rosa, per i Laziali ogni nostro giocatore era come se valesse Pelè.

Per carità, i tempi sono cambiati (e lo dimostra il calo di pubblico che frequenta gli stadi, dato che riguarda mica soltanto noi…) ma la Lazio dovrebbe sempre essere entità posta su un piedistallo particolare. Sempre sorretta, sostenuta, soccorsa dalla propria gente.

Ecco perché, a poche ore dal gong di mercato, questo dovrebbe essere lo spot: ok, questa sarà la nuova Lazio, magari con qualche pecca e qualche “buco” in rosa. Ma adesso stop alle parole, spesso a sproposito. E, all’Olimpico, in trasferta e in Europa, non facciamo venire meno il nostro attaccamento e la nostra passione. Perché la Lazio, opulenta o magari più sobria nelle spese, sarà sempre la compagna di vita.

G.Bi.

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