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Passano le ore e il grande derby di sabato prossimo si avvicina. Importante allora rivendicare, mica per noi ma per gli osservatori neutrali, il nostro senso di appartenenza. Io sono Laziale e sventolerò per sempre la mia bandiera: ecco il motto, ecco il guanto di sfida.

Saremo quindicimila, sabato, al cospetto di una tifoseria avversaria che sarà il triplo di noi. Affrontiamo un derby tra lo scetticismo, in Italia e non solo, di chi non ci reputa in grado di vincere e di proseguire la nostra marcia trionfale. Ventotto punti raccolti in undici gare, con una partita ancora da recuperare, non sono bastati a ricoprirci completamente del doveroso rispetto.

Ecco il sogno, allora, che dovrà accompagnarci in queste ore di vigilia. Ovvero quello di vincere ancora, sconfiggendo lo scetticismo di coloro, osservatori o semplici opinionisti, che ci hanno, sin dall’inizio della stagione, reputato ospiti inattesi ad una tavola imbandita solo per quattro. Spartendosi menù, posate dorate e porzioni.

Io sono Laziale: sempre e comunque. Vestiamoci di bianco e celeste, sabato prossimo. Spingendo la Lazio, se possibile, verso un altro, grande prodigio di questa meravigliosa annata.

G.Bic.

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